GIGLIOLA SIMONETTA VARNELLI – DISTILLERIA VARNELLI

[:it]Dalle pendici dei Monti Sibillini alla Conquista del Mondo, l’azienda Varnelli dal 1868 ad oggi ne ha fatta di strada… Come professionista del settore credo che insieme ad altri pochissimi Brands, Varnelli ispiri a chiunque abbia davanti una Vostra bottiglia grande reverenza e rispetto, come a noi di Amaro Obsession quest’oggi. Può per cortesia, Sig.ra Varnelli, raccontarci la bella storia che Vi rappresenta, focalizzando anche l’attenzione sui tre uomini che ne hanno condotto l’ascesa fino al 1975: il Vostro Bisnonno, il Nonno ed infine Vostro Padre.

La Distilleria Varnelli, attraverso quattro generazioni, è arrivata a 150 anni di ininterrotta attività familiare. Era il 1868 quando Girolamo Varnelli fondò l’azienda artigianale ed erboristica nelle Marche. Grande appassionato di erbe aromatiche e piante officinali, Girolamo – che abitava a Cupi di Visso nel cuore dei Monti Sibillini, ora Parco Nazionale – seppe trarre dalla natura, dalle abitudini popolari e dalle produzioni dei Monaci Benedettini lo spunto per una felice intuizione: l’Amaro Sibilla, il cui nome intendeva sottolineare già allora l’imprescindibile legame con il territorio d’origine. Ad esso affiancò il liquore d’anice ed altri elisir. Seguendo le orme del padre, Antonio Varnelli, trasferì l’azienda a Pievebovigliana strutturandola in modo più complesso e a lui si deve la definitiva messa a punto della ricetta del Mistrà Varnelli, Anice Secco Speciale, che pur richiamandosi alla diffusa tradizione marchigiana del Mistrà e degli altri liquori d’anice diffusi in tutti i Paesi del Mediterraneo ,è unico ed originale ed è diventato il prodotto di punta della nostra azienda anche grazie all’instancabile promozione che ne fece il figlio Girolamo, erborista come il nonno ed entusiasta alfiere del Varnelli. Nel corso dei decenni, il nostro Anice Secco Speciale, – che ottenne la Medaglia d’Oro alla Prima Esposizione di Vini e Liquori d’Italia nel 1950 – è arrivato a chiamarsi esclusivamente “Varnelli” per la sua unicità, la sua originalità e la sua “indipendenza” rispetto alle varie categorie di liquori di anice. Esso è il prodotto portabandiera della nostra Distilleria, di cui identifica il marchio: si è affermato come “sovrano correttivo del caffè”, è percepito come prodotto Premium nella categoria degli anisati ed è molto apprezzato anche dalla nuova generazione di bartender.

 

Siete una splendida realtà imprenditoriale al femminile, quattro donne al timone: tre sorelle – Gigliola Simonetta, Mari Donatella, Orietta Maria – e vostra madre Elda. Quanto è complicato essere donna in un mondo, come quello del beverage, popolato quasi completamente da uomini e cosa avete nel Vostro modo di gestire l’azienda ereditato dal passato e invece cosa di nuovo avete apportato?

Già all’epoca dei nostri antenati, le donne hanno contato molto e c’è sempre stata una profonda identificazione tra la famiglia e la Distilleria che porta il nostro cognome. Ciò ha sicuramente facilitato il nostro approccio alla gestione, anche se siamo tutte donne e, per quanto mi riguarda, posso francamente dire che non ho mai percepito barriere dovute al mio essere donna, sia nell’ambito prettamente commerciale sia nell’ambito delle varie altre attività che riguardano il mondo del beverage. Se si trasmette entusiasmo in ciò che si fa, fedeltà alla qualità e alla tradizione dei propri prodotti, correttezza e disponibilità, si è sempre ben accetti e il genere non conta. Questi valori li abbiamo ereditati e fatti nostri e su di essi interpretiamo le sfide del presente e i programmi per il futuro. Quella di oggi è un’impresa che, nel conservare e perpetuare scrupolosamente cultura e tradizioni tramandate attraverso generazioni, è attenta all’innovazione e alla proiezione verso il futuro. Ai prodotti storici, negli ultimi anni, si sono aggiunti il DARK PASSION, lo SKIPASS, il MANDARINO LIQUORE, il DELIZIA MIXOLOGY che hanno reso più articolata la nostra gamma ed ancora altri sarebbero arrivati se il grave sisma che ha colpito la nostra area ed in parte la nostra struttura non avesse imposto, negli ultimi due anni, una battuta d’arresto ai programmi di sviluppo. Ma non ha avuto rallentamenti l’attività promozionale e divulgativa mirata a far conoscere il nostro Marchio ed a stimolare ulteriori ed accattivanti modalità d’uso sia dei nostri prodotti classici che di quelli più recenti. Soprattutto rivolgendoci alla nuova generazione di bartender, molto attenti ai prodotti di nicchia e su base botanica.

 

I vostri prodotti sono da sempre il simbolo dell’artigianalità e della territorialità, parlando di Amari, può gentilmente raccontarci l’Amaro Sibilla e l’Amaro dell’Erborista, discostandosi dalle classiche note esplicative e organolettiche, ma col cuore e gli occhi del produttore e raccontando quanto del Vostro territorio è in essi.

C’è un mondo di cose belle da dire sia su come sono nati i nostri Amari sia su come sono fatti, ma dovrò necessariamente riassumere. L’AMARO SIBILLA fu inventato dal fondatore Girolamo Varnelli per curare le febbri malariche dei pastori dei Monti Sibillini che andavano in transumanza nella Maremma e per questo contiene molta Genziana e China combinate sapientemente con altre specie botaniche. L’estrazione dei principi attivi avviene tramite un decotto su fuoco a legna che viene dolcificato con miele dei Monti Sibillini. Occorrono, poi, molti mesi di decantazione e una filtrazione a tela prima che possa essere imbottigliato. Un prodotto di alta qualità erboristica che sta riscuotendo il gradimento degli esperti e si è posizionato ai vertici della categoria sia in Italia sia all’estero. L’AMARO DELL’ERBORISTA è una variante dell’Amaro Sibilla che nel 1975, appena diventata Erborista presso l’Università di Siena, ebbi l’idea di proporre inizialmente alle erboristerie e alle farmacie. Esso, sempre fatto con decotto di botaniche su fuoco a legna, si differenzia dall’Amaro Sibilla per minor gradazione alcolica (21% contro 34%) e per la presenza di Rabarbaro. Non è filtrato e viene proposto con la caratteristica opalescenza determinata dal miele. E’ presentato in una caratteristica bottiglia con tappo meccanico ed ha un’etichetta che sottolinea la sua artigianalità di stampo erboristico. Le sue proprietà organolettiche, il suo colore, la sua torbidità ed il suo packaging stanno affascinando il mercato italiano ed internazionale.

 

Da sempre siete sostenitrici dell’artigianalità nella produzione di Amari e liquori, nonostante l’attuale disciplinare Europeo permetta la produzione tramite aromatizzazione (le infusioni si possono acquistare già pronte presso produttori qualificati per aromatizzare una base alcolica in base ad una ricetta in possesso del produttore a cui rimarrà solo che eseguire la mescola e il riposo e successiva dolcificazione), processo produttivo che toglie molto del fascino dal lavoro di Erborista o Maestro Liquorista o dall’appellativo di “produttore artigianale”. Cosa si sente di dire a riguardo, ma soprattutto quale messaggio vorrebbe inviare agli addetti ai lavori che ogni giorno scelgono e propongono l’Amaro ai loro ospiti?

La nostra azienda nasce dall’esperienza erboristica del bisnonno e ancora oggi replichiamo le ricette e i metodi produttivi che abbiamo ereditato. Pensi che sono ancora in funzione le caldaie di rame su fuoco a legna di oltre cento anni fa. Ed ancora frantumiamo la China e la Cannella nel mortaio di marmo che usava il nostro bisnonno.  Non mi sento però di demonizzare in modo generalizzato gli estratti naturali ed il loro utilizzo. Se essi sono di alta qualità sia quanto a materie prime utilizzate sia quanto a metodo estrattivo, hanno anch’essi una loro dignità e richiedono maestria e competenze. L’arte “aromataria”, quella praticata già dai Monaci e dagli Speziali, ha una storia antica sia in farmacia sia in liquoreria sia nel settore alimentare. Tutto dipende dal tempo, dai metodi estrattivi e dai costi che si vogliono sostenere.

 

Lavorando in giro per il mondo ho visto gli Amari Varnelli ovunque, ma soprattutto ho visto l’amore per i vostri prodotti essere prerogativa di ogni consumatore ed addetto ai lavori proveniente da ogni parte del globo, ma allo stesso tempo ho visto i vostri prodotti essere un must per i bartenders americani sui quali l’Azienda mi sembra puntare molto, ma non ho visto purtroppo la stessa attenzione da ambedue le parti in Italia, dove i prodotti Varnelli rimangono il prodotto Top di nicchia identificato però più come un dopo pasto. Quali sono i limiti dell’Italia in fatto di Amari dietro il bar come ingrediente per la miscelazione? Pensate dunque di promuovere un’attività di collaborazione più proficua anche qui in Italia con i moderni miscelatori nel futuro? E in caso positivo come?

È vero, i nostri Amari ed anche il Varnelli hanno affascinato i bartenders di Oltreoceano e di molti altri Paesi del mondo posizionandosi ai vertici del settore di riferimento e nei locali più prestigiosi dove vengono utilizzati soprattutto nei cocktail. In Italia, almeno per noi, il fenomeno è partito con un po’ di ritardo ma c’è ormai grande fermento sia da parte dei consumatori sia da parte della nuova classe di bartenders, entrambi sempre più alla ricerca di liquori ed Amari italiani tradizionali e di qualità. Negli ultimi anni, anche da zone dove la nostra distribuzione non è massiccia, ci provengono richieste spontanee dei nostri prodotti più classici. C’è una sorta di passaparola tra addetti ai lavori che si confrontano tra loro e si comunicano le loro esperienze e le loro scelte. Attualmente il Varnelli e i nostri Amari sono presenti in locali che anni indietro non li avrebbero utilizzati nella miscelazione. Addirittura il mondo dei nuovi bartender ha scoperto anche il nostro Caffè Moka sul quale non abbiamo mai investito un euro per la promozione e per la comunicazione. Sta facendo da sé, aumentando di giorno in giorno la sua diffusione. Già dal 1989 siamo stati Soci sostenitori AIBES partecipando a tutti i Concorsi Regionali e Nazionali e con i nostri prodotti sono stati vinti molti premi, ma ciò non si traduceva poi in massiccio utilizzo di tali prodotti nei locali. Oggi, grazie ai nuovi orientamenti e alla propensione alla ricerca che si sta diffondendo, se il bartender ha l’opportunità di testare i nostri prodotti, sempre più di frequente li adotta in modo continuativo. Un momento felice che ci spinge ad intensificare le attività di promozione e di collaborazione con i professionisti del bartending attraverso Masterclass, partecipazione ad eventi mirati, degustazioni, serate e cocktail competition.

 

L’azienda Varnelli è amica della natura! Può spiegare in che modo operate nelle Vostre produzioni nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema circostante?

La produzione della Distilleria Varnelli è caratterizzata da metodi tradizionali e di cultura erboristica che prevedono l’utilizzo di materie prime di origine vegetale (erbe, radici, semi, spezie, frutta, miele) secondo ricette uniche e riservate alle titolari. In virtù di ciò, non immettiamo nell’atmosfera altro che il fumo della legna che arde per produrre i decotti e gli scarti di produzione consistono essenzialmente nelle erbe e radici che, ormai sfruttate dalla decozione, possono essere assimilate all’umido domestico. L’azienda, inoltre e da molti anni, si fa promotrice di iniziative che favoriscano la produzione sul territorio delle materie prime ad essa necessarie e in virtù di ciò ha avviato coltivazioni sperimentali di genziane su propri terreni situati all’interno del Parco dei Monti dei Sibillini nonché collabora con istituzioni, Università ed associazioni di coltivatori per favorire nuove filiere nel segno della valorizzazione delle biodiversità e delle tipicità locali.

 

Il Brand Varnelli è anche sinonimo di successi, tantissimi in termini di esportazione internazionale, numeri di vendita, apprezzamenti e premi… A questo punto la mia curiosità più grande è sapere se avete nuove ambizioni e quali sono i Vostri prossimi Goals .

Ogni giorno il nostro entusiasmo si rinnova e si alimenta di nuovi obiettivi verso cui tendere avendo però sempre e ben presente che l’impostazione familiare ed artigianale dell’azienda è un punto di forza da conservare. In armonia con questa filosofia i nostri progetti non risultano mai eclatanti ma “tessere” di un mosaico che si articola e si accresce gradualmente. Per festeggiare i nostri 150 anni di attività, abbiamo in serbo un paio di novità che comunicheremo nei primi mesi del 2019.

 

 

Matteo Zed[:en]From the slopes of the Sibillini Mountains to the conquest of the World, the Varnelli Company from 1868 to the present has made its way… As a professional I believe that along with very few other Brands, Varnelli inspires anyone who has a great reverence and respect in front of your bottles, like us of Amaro Obsession today. Please, Mrs Varnelli, tell us the beautiful story that represents you, also focusing on the three men who led the rise until 1975: your great-grandfather, grandfather and finally your father.

The Varnelli Distillery, through four generations, has reached 150 years of uninterrupted family activity. It was 1868 when Girolamo Varnelli founded the handicraft and herbal company in the Marche. A great lover of aromatic herbs and medicinal plants, Girolamo – who lived in Cupi di Visso in the heart of the Sibillini Mountains, now National Park – was able to draw from the nature, popular habits and productions of the Benedictine Monks the starting point for a happy intuition: Amaro Sibilla, whose name was intended to underline then the essential link with the territory of origin. It was joined by aniseed liqueur and other elixirs. Following in the footsteps of his father, Antonio Varnelli, he moved the Company to Pievebovigliana by structuring it in a more complex way and he is responsible for the finalization of the recipe of Mistrà Varnelli, Anice Secco Speciale, which refers to the widespread tradition of the Mistrà other aniseed liquors popular in all the countries of the Mediterranean, is unique and original and has become the flagship product of our Company thanks to the tireless promotion that made the son Girolamo, herbalist like the grandfather and enthusiastic standard bearer of Varnelli. Over the decades, our Anice Secco Speciale, – which received the Gold Medal at the First Exposition of Italian Wines and Liquors in 1950 – has come to be called exclusively “Varnelli” because of its uniqueness, originality and its “independence” compared to the various categories of anise liqueurs. It is the flagship product of our Distillery, which identifies the brand: it has established itself as a “corrective ruler of coffee”, is perceived as a Premium product in the category of anisates and is also highly appreciated by the new generation of bartenders.

 

You are a splendid female entrepreneurial reality, four women at the helm: three sisters – Gigliola Simonetta, Mari Donatella, Orietta Maria – and your mother Elda. How complicated is it to be a woman in a world, like that of the beverage industry, almost completely populated by men and what do you have in your way of managing the Company inherited from the past and yet what new have you done?

Already at the time of our ancestors, women have counted a lot and there has always been a profound identification between the family and the Distillery bearing our surname. This has certainly facilitated our approach to management, even if we are all women and, as far as I am concerned, I can frankly say that I have never perceived barriers due to my being a woman, both in the purely commercial and in the various other activities concerning the beverage world. If enthusiasm is transmitted in what is done, faithfulness to the quality and tradition of its products, correctness and availability, it is always welcome and gender does not count. We have inherited these values ​​and made them our own, and we interpret the challenges of the present and the programs for the future on them. Today’s is a Company that, in carefully conserving and perpetuating culture and traditions handed down through generations, is attentive to innovation and projection towards the future. In the last years, the DARK PASSION, the SKIPASS, the MANDARINO LIQUORE, the DELIZIA MIXOLOGY have been added to the historical products that have made our range more articulate and still others would have arrived if the serious earthquake that hit our area and in our structure had not imposed a setback to development programs in the last two years. But the promotional and outreach activities aimed at making our brand known and stimulating further and captivating ways of using both our classic and new products have not slowed down. Above all, addressing the new generation of bartenders, very attentive to niche products and on a botanical basis.

 

Your products have always been the symbol of craftsmanship and territoriality, talking about Amari, you can kindly tell us about Amaro Sibilla and Amaro dell’Erborista, deviating from the classic explanatory and organoleptic notes, but with the heart and eyes of the producer and telling how much of your territory is in them.

There is a world of beautiful things to say both about how our Amari were born and how they are made, but I will have to sum up. The AMARO SIBILLA was invented by the founder Girolamo Varnelli to treat the malarial fevers of the shepherds of the Sibillini Mountains who went into transhumance in the Maremma and for this reason contains many Genziana and China cleverly combined with other botanical species. The extraction of the active ingredients takes place through a decoction on a wood fire that is sweetened with honey from the Sibillini Mountains. Then, several months of decanting and a filtration on canvas are needed before it can be bottled. A high quality herbal product that is enjoying the approval of experts and has positioned itself at the top of the category both in Italy and abroad. AMARO DELL’ERBORISTA is a variant of Amaro Sibilla that in 1975, just become herbalist at the University of Siena, I had the idea to initially propose to herbalists and pharmacies. It is always made with botany decoction on wood fire, it differs from the Amaro Sibilla for minor alcohol content (21 ABV against 34 ABV) and for the presence of Rhubarb. It is not filtered and is proposed with the characteristic opalescence determined by honey. It is presented in a characteristic bottle with a mechanical cap and has a label that emphasizes its herbal craftsmanship. Its organoleptic properties, its color, its turbidity and its packaging are fascinating the Italian and international market.

 

You always been advocates of craftsmanship in the production of Amari and liqueurs, despite the current European regulation allows the production by flavoring (infusions can be purchased ready at qualified producers to flavor an alcohol based on a recipe in the possession of the producer to which it will remain only that mix and rest and subsequent sweetening), a production process that takes away much of the charm from the work of Herbalist or Master Liquorist or from the name of “artisan producer”. What do you say about it, but above all what message would you like to send to the experts who every day choose and propose Amaro to their guests?

Our Company is born from the herbal experience of the great-grandfather and still today we replicate the recipes and production methods that we have inherited. You think that the copper boilers on wood fired fire more than one hundred years ago are still working. And again we shatter China and Cinnamon in the marble mortar that our great-grandfather used. However, I do not feel the need to demonize the natural extracts and their use in a generalized way. If they are of high quality both in raw materials used and in extraction methods, they also have their own dignity and require skill and expertise. The “aromatary” art, that already practiced by the Monks and the Speziali, has an ancient history both in pharmacy and in liquor and in the food sector. It all depends on time, extraction methods and costs that you want to support.

 

Working around the world I saw the Amari Varnelli everywhere, but above all I saw the love for your products being the prerogative of every consumer and workman from all over the globe, but at the same time I saw your products being a must for the American bartenders on which the Company seems to me to aim a lot, but unfortunately I did not see the same attention from both sides in Italy, where Varnelli products remain the top niche product identified, however, more like an after-meal. What are the limits of Italy in terms of Amari behind the bar as an ingredient for mixing? So do you think to promote a more profitable collaboration activity here in Italy with modern mixology in the future? And if so, how?

It is true, our Amari and also the Varnelli have fascinated the bartenders of USA and many other Countries of the world positioning themselves at the top of the sector of reference and in the most prestigious places where they are mainly used in cocktails. In Italy, at least for us, the phenomenon started with a bit of delay, but there is now a great ferment both by consumers and by the new class of bartenders, both increasingly looking for traditional Italian liqueurs and Amari. In recent years, even from areas where our distribution is not massive, spontaneous requests come from our most classic products. There is a sort of word of mouth between insiders confronting each other and communicating their experiences and choices. Currently the Varnelli and our Amari are present in bars that years back would not have used them in the cocktails. Even the world of new bartenders has also discovered our Caffè Moka on which we have never invested for promotion and communication. It is doing by itself, increasing its diffusion from day to day. Since 1989 we have been AIBES supporting members participating in all the Regional and National Competitions and with our products many prizes have been won, but this did not translate into massive use of these products at the bar. Today, thanks to the new orientations and the propensity to research that is spreading, if the bartender has the opportunity to test our products, more and more frequently he adopts them on an ongoing basis. A happy moment that pushes us to intensify the promotional and collaboration activities with bartending professionals through Masterclass, participation in targeted events, tastings, evenings and cocktail competitions.

 

The Varnelli Company is friend of nature! Can you explain how you operate in your productions in full respect of nature and the surrounding ecosystem?

The production of Distilleria Varnelli is characterized by traditional methods and herbal culture that include the use of raw materials of plant origin (herbs, roots, seeds, spices, fruit, honey) according to unique recipes reserved for owners. By virtue of this, we do not introduce into the atmosphere other than the smoke of burning wood to produce decoctions and the production waste essentially consist of herbs and roots which, exploited by decoction, can be assimilated to domestic humid. The Company, moreover, and for many years, has promoted initiatives that favor the production of the raw materials necessary for it on the territory, and by virtue of this has initiated experimental cultivation of Gentian on its own land located within the Parco dei Monti dei Sibillini as well as collaborating with institutions, Universities and associations of farmers to promote new chains in the sign of the enhancement of biodiversity and local specialties.

 

The Brand Varnelli is also synonymous with successes, many in terms of international exports, sales numbers, appreciation and awards… At this point my biggest curiosity is to know if you have new ambitions and what are your next goals.

Every day our enthusiasm is renewed and is nourished by new goals to which we tend to have, however, always and well aware that the family and craftsmanship of the Company is a strong point to keep. In harmony with this philosophy our projects are never striking but “piece” of a mosaic that is articulated and gradually increases. To celebrate our 150th anniversary, we have a couple of new features in store that we will communicate in early 2019.

 

 

Matteo Zed[:]

SALVO CARUSO – GIARDINI DI SICILIA

[:it]Sig. Caruso, ci potrebbe raccontare da dove nasce l’idea di produrre un Amaro?

Nasce dalla passione per la nostra terra tramandatami dalla mia famiglia e dal mio percorso formativo ad indirizzo manageriale. È Con queste premesse che si sviluppa il connubio tra la capacità e la qualità produttiva della nostra terra con la mia visione di business. Non a caso la scelta del Lime come strumento per tracciare nuovi sentieri che esulano dagli standard imprenditoriali ad oggi sviluppati in Sicilia. Volevo valorizzare al meglio la mia produzione e quale miglior prodotto di un liquore da apprezzare in condivisione con gli altri.

 

La sua azienda, Giardini di Sicilia, si occupa della classica coltura degli agrumi, che ha reso la Sicilia famosa in tutto il mondo in fatto di qualità. Ci racconta come ha pensato di affiancare agli agrumi tradizionali il lime?

Oggi vantiamo la condizione di esseri i primi produttori siciliani del frutto sub tropicale, che ha conquistato gli intenditori di tutto il mondo. La volontà di percorrere nuovi sentieri, mi ha portato a studiare negli ultimi anni il repentino cambiamento della società e di conseguenza delle abitudini del consumatore, che va sempre più alla ricerca degli specialisti e della specialità, la gente cerca il bello, vuole il meglio, insomma più che mai, la nostra società è impegnata nella costante ricerca per migliorare la qualità della vita. Abbiamo fatto di ciò la nostra politica aziendale, che ha raggiunto la sua massima espressione nella coltivazione degli agrumi tradizionali, da qui la sfida di trasferire la stessa capacità e gli stessi valori anche nella produzione del lime siciliano. L’obiettivo è quello di offrire un prodotto alternativo al classico agrume, inserendoci nella vendita del prodotto d’oltre oceano, raggrinzito, con poco succo e pieno di pesticidi, dando al cliente la possibilità di consumare un prodotto freschissimo, super succoso e naturale, che arriva in tutta Europa due giorni dopo la sua raccolta.

 

L’area in cui sorge Giardini di Sicilia è un punto focale per la produzione dei lime e di Amalime. Ci descriverebbe il profondo legame che esiste tra la vostra produzione, il territorio e le tradizioni siciliane?

Il clima e la fertilità del terreno vulcanico dell’Etna, nel Catanese, in cui sorge la nostra azienda agricola Giardini di Sicilia, sono le condizioni uniche affinché i nostri prodotti d’eccellenza possano nascere e crescere in maniera eccellente. La terra però è solo una componente della ricetta per la produzione di un prodotto unico, il resto degli ingredienti sono dati dalle capacità e dalle risorse umane che mediante le tradizioni di coltivazione riescono ad essere il mix perfetto per la riuscita di un prodotto d’eccellenza.

 

Qual è il processo produttivo che dà vita ad Amalime e quali botaniche sono utilizzate nella produzione?

Amalime nasce dalla scelta delle migliori cultivar di lime e si completa con un processo produttivo che dura oltre tre mesi. Si comincia dalla raccolta dei migliori frutti, i quali vengono fatti riposare in cella di mantenimento per oltre dieci giorni, da qui in avanti avviene una vera e propria selezione naturale, i frutti scaricano la loro componente d’acqua presente nella buccia rimanendo soltanto con il loro concentrato di aroma, dopo questo periodo, i frutti uno ad uno, vengono selezionati in base alla loro freschezza, solo i frutti che dopo questo tempo si presentano ancora giovani e freschi vanno in lavorazione. Dall’infusione delle migliori scorze di questi lime Siciliani selezionatissimi, di erbe aromatiche e zucchero nasce Amalime.

 

Amalime è un prodotto unico nel suo genere. Quali sono i suoi consigli per degustarlo al meglio?

Ha detto decisamente bene! Amalime è un prodotto veramente unico nel suo genere e le dirò di più… è il primo e unico Amaro al mondo prodotto con lime siciliani. In aggiunta al sorbetto, in miscelazione con prosecco, gin, vodka, tequila è l’ingrediente giusto in ogni drink. Dal sapore intenso, aromatico e fresco, è perfetto per concludere un pasto eccellente col gusto e con i profumi di Sicilia.

 

Negli ultimi anni in U.S.A. è scoppiata l’Amaro-Mania: il nuovo trend che vede protagonista nel settore beverage l’Amaro. Anche in Italia gli Amari stanno pian piano conquistandosi un posto di rilevanza dietro i bar. Come vede questa nuova tendenza?

Sono convinto che questo fenomeno sia partito dalla metamorfosi del prodotto Amaro nella sua concezione. Oggi si producono Amari molto “beverini” il prodotto “per uomini che non devono chiedere mai” è oggi superato, questa condizione ha consentito di allargare lo spettro di consumatori del “nuovo concept ” di Amaro, sempre più donne o nelle tavole delle famiglie si consuma Amaro e ciò ha portato alla diffusione in maniera esponenziale di questa Amaro-Mania che stiamo vivendo. Io vorrei esserne protagonista, perlomeno ci impegniamo al massimo per esserlo.

 

Com’è il rapporto di Giardini di Sicilia e di Amalime con il mondo della miscelazione e con i suoi professionisti?

La sua adattabilità alla mixology è strepitosa, la stragrande maggioranza dei cocktail presenta una componente di Lime, con Amalime questi stessi cocktail diventano un esplosione di gusto, dal Mojito Siciliano all’Etnalime al DaiquiriLime al AmaMule, le varietà di cocktail da eseguire con Amalime sono veramente tante. I bartender lo usano tantissimo per dare un tocco di novità e sicilianità alle loro creazioni, ogni volta ne vanno orgogliosi, non può mancare dietro il loro desk.

 

Per concludere, Sig. Caruso, quali sono gli obiettivi più prossimi della sua azienda?

Già dopo qualche mese dell’immissione sul mercato di Amalime, l’azienda ha lavorato per uscire con due prodotti molto interessanti, un limoncello di altissima qualità con limoni dell’Etna già pronto e prossimo alla vendita nelle migliori enoteche e nei migliori ristoranti italiani. Altro progetto, ormai diventato realtà, è l’Aperitivo all’Arancia Rossa IGP, per colorare i frizzanti Spritz che allietano gli aperitivi glamour. Fin qui tutto interessante, ma la vera novità in realtà sta nella realizzazione di un prodotto di altissima gamma una bollicina con dentro il finger lime. Finger Lime? Ah non ve l’ho detto? Sì, la nostra azienda Giardini di Sicilia produce anche Finger Lime e Passion Fruit, ovviamente Made in Sicily!

 

 

Martina Proietti[:en]Mr. Caruso, could you tell us where the idea of producing an Amaro comes from?

It comes from the passion for our land handed down from my family and my training path to managerial address. It is with these premises that the combination of the capacity and the productive quality of our land develops with my vision of business. It is no coincidence that the choice of Lime as a tool to trace new paths that go beyond the entrepreneurial standards developed in Sicily today. I wanted to make the most of my production and what better product of a liqueur to be appreciated in sharing with others.

 

Your Company, Giardini di Sicilia, deals with the classic citrus cultivation, which has made Sicily famous all over the World in terms of quality. Can you tell us how you thought about adding the lime to the traditional citrus fruits?

Today we boast the condition of being the first Sicilian producers of sub tropical fruit, which has conquered the connoisseurs of the whole World. The desire to follow new paths, led me to study in recent years the sudden change of society and consequently the consumer’s habits, which is increasingly looking for specialists and specialties, people are looking for beauty, want the best, in short, more than ever, our society is committed to constant research to improve the quality of life. We have made this our Company policy, which has reached its highest expression in the cultivation of traditional citrus fruits, hence the challenge of transferring the same capacity and the same values also in the production of Sicilian Lime. The goal is to offer an alternative product to the classic citrus, inserting in the sale of overseas product, shriveled, with little juice and full of pesticides, giving the customer the opportunity to consume a fresh product, super juicy and natural, which arrives all over the Europe two days after its harvest.

 

The area where Giardini di Sicilia is located is a focal point for the production of lime and Amalime. Would you describe the deep bond that exists between your production, territory and Sicilian traditions?

The climate and the fertility of Etna’s volcanic soil, in Catania area, where our Giardini di Sicilia farm is located, are the unique conditions for our excellent products to grow and grow in an excellent way. The earth, however, is only a component of the recipe for the production of a unique product, the rest of the ingredients are given by the skills and human resources that through the cultivation traditions can be the perfect mix for the success of a product of excellence.

 

How is the production process that gives life to Amalime and which botanicals are used in production?

Amalime comes from the selection of the best Lime cultivars and is completed with a production process that lasts over three months. We start from the harvesting of the best fruits, which are left to rest in the maintenance cell for over ten days, from here on a real natural selection takes place, the fruits discharge their water component present in the peel remaining only with their concentrate aroma, after this period, the fruits one by one, are selected according to their freshness, only the fruits that after this time are still young and fresh are being processed. Amalime is born from the infusion of the best rinds of these carefully selected Sicilian Lime, aromatic herbs and sugar.

 

Amalime is a unique product of its kind. What are your tips to taste it better?

You said definitely well! Amalime is a truly unique product of its kind and I will tell you more… it is the first and only Amaro in the world produced with Sicilian lime. In addition to the sorbet, in mixing with Prosecco, gin, vodka, tequila is the right ingredient in every drink. With an intense, aromatic and fresh flavor, it is perfect to conclude an excellent meal with the taste and scents of Sicily.

 

In recent years in the U.S.A. Amaro-Mania broke out: the new trend that sees Amaro as a leading player in the beverage sector. Even in Italy the Amari are slowly gaining a place of relevance behind the bars. How do you see this new trend?

I am convinced that this phenomenon started from the metamorphosis of the Amaro product in its conception. Today they produce very “drinkable” Amari, the product “for men that don’t have to try too hard” is outdated today, this condition has allowed to widen the spectrum of consumers of the “new concept” of Amaro, more and more women or in the tables of families consumes Amaro and this has led to the exponential spread of this Amaro-Mania that we are experiencing. I would like to be one of the protagonist, at least we are committed to the maximum to be so.

 

How is the relationship between Giardini di Sicilia, Amalime and the mixing world with its professionals?

Its adaptability to mixology is amazing, the vast majority of cocktails has a component of Lime, with Amalime these same cocktails become an explosion of taste, from the Sicilian Mojito with Etnalime to DaiquiriLime to AmaMule, the cocktail varieties to be performed with Amalime are really many. The bartenders use it so much to give a touch of innovation and Sicily to their creations, every time they are proud of it, can not miss behind their bars.

 

To conclude, Mr. Caruso, what are the nearest goals of your Company?

Already after a few months of placing Amalime on the market, the Company worked to go out with two very interesting products, a Limoncello of the highest quality with lemons from Etna ready and close to sale in the best wine bars and in the best Italian restaurants. Another project, now become a reality, is the Aperitivo all’Arancia Rossa IGP, to color Spritz sparkling wines that cheer up the glamorous aperitifs. So far so interesting, but the real news is actually in the creation of a product of the highest range a bubble with the Finger Lime inside. Finger Lime? Ah, I did not tell you? Yes, our Company, Giardini di Sicilia, also produces Finger Lime and Passion Fruit, obviously Made in Sicily!

 

 

Martina Proietti[:]

SIMONA CIPRIANI – LIQUORI DI TIVOLI

[:it]Simona, raccontami, per cominciare, chi è cosa c’è dietro l’Amaro Adriano.

La nostra Fabbrica Artigiana nasce nel 2001 ed è composta da Enrico e Simona, due fratelli diversissimi. I risultati non tardano a venire, ma la strada si presenta lunga e tortuosa per una serie di prove di forza e coraggio che ci fa accendere i motori. Dietro ogni bottiglia di Amaro Adriano c’è passione, dedizione, improvvisazione, sacrificio e anche un po’ di sana follia.

Passione: perché tutto è nato dalla passione per la liquoristica. Quando eravamo piccoli, nostro padre ci portava spesso da un suo estroso amico che negli anni 80 produceva cedrata, sambuca, centerbe, nocino… Io e mio fratello ci innamorammo dei profumi tipici di quel liquorificio, profumo di alcool, di erbe, botaniche e dei tanti cartoni da imballaggio. La passione è anche quella per la Storia Antica, in particolare per la mitologia greca e per le figure che hanno lasciato tracce tangibili delle loro imprese, arti, intelligenza e grandezza interiore come l’Imperatore Adriano, la nostra ispirazione per l’Amaro con cui ha tantissime cose in comune.

Dedizione: è strettamente legata alla passione. Amiamo ciò che facciamo, ci divertiamo, ci stimoliamo a fare sempre meglio, ogni giorno è per noi produttivo, non esiste giorno in cui non si parli, non si venda una bottiglia, non si dedichi il nostro tempo ai liquori che produciamo.

Improvvisazione: per noi significa coraggio, quella di aprire un’attività particolare nel suo genere, in un mercato saturo, dove quasi tutto sembra essere stato inventato, ma in verità è un mercato sempre in evoluzione, dove c’è ancora molto da fare, bisogna però studiare, approfondire (io sono diventata sommelier, e mio fratello molti anni prima di intraprendere questo lavoro, ha  imparato sul campo, lavorando assiduamente nella produzione di bevande spiritose) per poter realizzare qualcosa di ben fatto!

Sacrificio: è la parte più importante della nostra avventura, noi abbiamo entrambi sacrificato i nostri studi o i nostri iniziali sogni per questo liquorificio. I risultati non sono immediati, ma col tempo il sacrificio è stato ripagato con i risultati odierni.

Sana follia: racchiude tutto quello che è stato detto fino adesso, la follia di fare qualcosa che si ama (un lusso), qualcosa di speciale che prevede un lungo percorso verso il successo. È stato un viaggio di due fratelli diversissimi ma indispensabili l’uno all’altra, 18 anni di duro lavoro, sostenuti sempre dalla nostra famiglia a cui entrambi siamo e saremo eternamente grati. Faccio una precisazione condivisibile da ogni liquorista italiano: il nostro paese non è aiutato dalle normative vigenti in tema di bevande alcoliche, che sono desuete e complicatissime.

 

Siamo a Tivoli e per qualche ragione il nome “Adriano” ci ricorda qualcosa, vorresti per favore illuminarci sul perché il vostro Amaro porta questo nome.

Siamo immensamente soddisfatti del nome “Adriano” per il nostro Amaro, come già detto il suo nome deriva dal personaggio a cui ci siamo ispirati, Publio Elio Adriano, Imperatore anche nell’anima, architetto, poeta, scrittore, amante del bello, forte e potente come il nostro Amaro, ma contemporaneamente dolce e sensibile.

 

L’Amaro Adriano ha un bellissimo packaging e al palato risveglia meravigliosi ricordi di bimbo, perché nel gusto ricorda tanto una caramella Rossana. Quale mix di botaniche presenti nel vostro amaro è responsabile di questo piacere?

Dolce ma quanto basta! L’arancio amaro (melangolo) stempera questa dolcezza, data da una puntina di Rum e limone, et voila que plaisir! Il resto lo lascio scoprire ai nostri estimatori.

 

Da ciò che racconti sembra che la vostra azienda, oltre ad avere un discreto successo territoriale, goda di molta richiesta fuori dallo stivale, dove arriva l’Amaro Adriano intorno al Mondo e dove arriverà nel prossimo futuro?

La nostra fabbrica artigiana Liquori di Tivoli, nata alle falde dell’antica cittadina di Tivoli, a due passi dalla meravigliosa architettura della Villa Adriana, non ha mai fatto molta pubblicità. La verità è che avevamo intenzione di posizionarci su una fetta di mercato di nicchia, per appassionati di made in Italy, avendo sempre investito sulla qualità in termini di produzione. Quando abbiamo notato una grande richiesta dei nostri prodotti, abbiamo ampliato il nostro sito internet, dando la possibilità a chiunque di poterci contattare da qualsiasi parte del mondo. Le richieste ad oggi sono tantissime, in particolare dagli States, dal Canada, dal Nord Europa. Questo ci ha fatto capire che se da un lato mantenere un low profile dal punto di vista pubblicitario, era anacronistico e antieconomico, dall’altra ci rendeva ricercatissimi. Ad oggi, abbiamo ancora molto da fare, ma arrivare lontano è il nostro prossimo obiettivo.

 

Se dovessi descrivere l’Amaro Adriano ad un possibile acquirente come lo faresti, e nel momento in cui avete deciso di produrlo a quale fascia di pubblico volevate rivolgervi?

Quando propongo l’Adriano a qualcuno, cerco di capire prima chi ho davanti, che tipo di lavoro fa nel suo locale e a che tipo di locale il mio Amaro sarà rivolto. Questa osservazione è fondamentale per me, che sostengo la teoria del vendere nel posto giusto alla persona giusta e non del vendere per forza! Amo vedere il nostro Amaro in locali bellissimi e di grande eleganza, un luogo che si sposi con la nostra filosofia, solo così la soddisfazione sarà da entrambe le parti. Nel momento in cui si vende un prodotto buono, realizzato in qualità, conquistare non è difficile!

 

Come ben sai il nostro lavoro è quello di far conoscere a più persone possibili il poco conosciuto mondo degli Amari, ma tra poco nuovo leader del beverage mondiale soprattutto dietro al bar e in miscelazione. Avete già in mente di avvicinarlo al mondo della mixologia e se sì in che modo?

L’Amaro Adriano è un liquore che si presta bene per sperimentare cocktail nuovi ed elaborati capaci di esaltarne il sapore. Proprio ultimamente ho avuto il piacere di degustare un nuovo cocktail a base di Adriano, di cui svelerò presto la ricetta, in uno dei locali del grande Chef stellato Riccardo Di Giacinto. Spesso sono i nostri clienti a farci scoprire qualcosa in più del nostro Amaro Adriano. La creatività e l’esperienza sono due elementi a cui ci affidiamo molto nel nostro lavoro.

 

Simona, un’ultima domanda, siamo vicini al nuovo anno, puoi anticiparvi dunque qualche nuovo progetto, idea o obiettivo per l’Amaro Adriano o il vostro liquorificio?

Premesso ciò, non escludiamo di poter realizzare una versione rivisitata dell’Adriano ma al momento abbiamo una priorità, quella di portare l’Adriano molto, molto lontano.

 

 

Matteo Zed[:en]Simona, please tell me to begin who and what is behind the Amaro Adriano.

Our Artisan Factory was founded in 2001 and is composed by Enrico and Simona, two very different brothers. The results are not long to come but the road is still long and tortuous for a series of trials of strength and courage that makes us light the engines. Behind every bottle of Amaro Adriano there is passion, dedication, improvisation, sacrifice and even a bit of healthy madness.

Passion: because everything was born from the passion for liquor, since we were children our father often took us to his whimsical friend who in the 80s produced Cedrata, Sambuca Centerbe, Nocino… My brother and I fell in love with the typical perfumes of that liquor factory, the scent of alcohol, botanical herbs and the many packing cartons. The passion is also for Ancient History in particular for Greek Mythology and for the figures that have left tangible traces of their enterprises, arts, intelligence and interior greatness like Emperor Adriano, he is our inspiration for the Amaro with which he has many things in common.

Dedication: is strictly linked to passion, we love what we do, we have fun, we encourage ourselves to do better, every day is productive for us, there is no day in which we do not talk, we do not sell a bottle, we do not dedicate our time to the liqueurs we produce.

Improvisation: for us it means courage, that of opening a particular activity of its kind, in a saturated market, where almost everything seems to have been invented, but in truth it is an ever-evolving market where there is still a lot to do but study, deepen (I became a sommelier, and my brother many years before starting this work, he learned on the field, working diligently in the production of spirits) to achieve something well done!

Sacrifice: it is the most important part of our adventure, we have both sacrificed our studies or our initial dreams for this liquor factory. The results are not immediate, but over time the sacrifice has been repaid with today’s results.

Healthy Madness: contains all that has been said so far, the madness of doing something you love (a luxury), something special that involves a long journey to success. It was a journey of two very different but indispensable brothers one another, 18 years of hard work, always supported by our family to which we are both and we will be eternally grateful. I need to make a clarification that can be shared by every Italian liquorist: our country is not helped by the current regulations regarding alcoholic beverages, which are obsolete and very complicated.

 

We are in Tivoli and for some reason the name “Adriano” reminds us of something, please would like to enlighten us on why your Amaro bears this name.

We are immensely satisfied with the name “Adriano” for our Amaro, as already mentioned his name derives from the character we were inspired by, Publio Elio Adriano, Emperor also in the soul, architect, poet, writer, lover of beauty, strong and powerful like our Amaro, but at the same time sweet and sensitive.

 

The Amaro Adriano has a beautiful packaging and on the palate awakens wonderful memories of baby, because in taste it reminds so much of a Rossana candy. Which mix of botanical present in your Amaro is responsible for this pleasure?

Sweet but enough! The bitter orange (melangolo) dilutes this sweetness, given by a pin of Rum and lemon, et voila que plaisir! The rest I let you discover to our admirers.

 

From what you say it seems that your company as well as having a good territorial success enjoy a lot of demand outside the boot, where comes the Amaro Adriano around the world and where it will arrive in the near future?

Our artisan factory Liquori di Tivoli, born at the foot of the ancient town of Tivoli, a stone’s throw from the wonderful architecture of Villa Adriana, has never done much publicity. The truth is that we were going to position ourselves on a slice of the niche market, for fans of made in Italy, having always invested on quality in terms of production. When we noticed a great demand for our products, we have expanded our website, giving the opportunity to anyone to contact us from anywhere in the world. The requests to date are many, in particular from the States, from Canada, from Northern Europe. This made us understand that while maintaining a low profile from an advertising point of view, it was anachronistic and uneconomical, on the other it made us very sought-after. Today, we still have a lot to do, but getting there is our next goal.

 

Simona, If you had to describe the Amaro Adriano to a possible buyer, how would you do it, and when you decided to produce it to which audience you wanted to arrive?

When I propose the Adriano to someone, I try to understand first who I have in front,  what kind of work he does in his venue and what kind of place my Amaro will be addressed. This observation is fundamental for me, I support the theory of selling in the right place to the right person and not to sell by force! I love to see our Amaro in beautiful and elegant premises, a place that marries with our philosophy, only in this way the satisfaction will be on both sides. In the moment when you sell a good product, made in quality, conquer is not hard!

 

As you well know Simona , Amaro Obsession activity is to make known to as many people as possible the little known world of Amari, but soon a new world beverage leader especially behind the Bar and in blending. You already have in mind to bring Adriano closer to the world of mixology and if so how.

Amaro Adriano is a liqueur that lends itself well to experiment with new and elaborate cocktails capable of enhancing its flavor. Just recently I had the pleasure of tasting a new cocktail based on Adriano, of which I will soon reveal the recipe, in one of the premises of the great starred Chef Riccardo Di Giacinto. Our customers often make us discover something more about our Amaro Adriano. Creativity and experience are two elements that we rely a lot on in our work.

 

Simona, a last question, we are close to the new year, so you can anticipate some new project, idea or goal for the Amaro Adriano or your Liquors Factory?

Having said that, we do not exclude the possibility of realizing a revised version of the Adriano but at the moment we have a priority, that of bringing Adriano very, very far.

 

 

Matteo Zed[:]

COSIMO BURTI – ROSSO SICILIA

[:it]Cosimo, raccontaci di Rosso Sicilia, una giovane realtà tutta siciliana.

Rosso Sicilia nasce da due amici, grandi appassionati di vino e fortemente legati al mondo agricolo e alle tradizioni siciliane che decidono di mettersi in gioco con la voglia di creare un prodotto che rappresenti al meglio la sicilianità.

 

Qual è l’idea dietro Rosso Amaro e come nasce la sua ricetta?

Abbiamo ripreso una vecchia ricetta di famiglia e l’abbiamo rivisitata in chiave moderna, rafforzando il legame con la Sicilia attraverso l’utilizzo del Nero d’Avola – il principe dei vitigni siciliani – e un mix di erbe e piante tipiche della campagna siciliana, dall’alloro al timo e al carrubo, senza dimenticare la scorza di arance amare e di limone.

 

Cosimo, ci potresti descrivere il processo produttivo e le botaniche che danno vita a Rosso Amaro?

La particolarità della lavorazione di Rosso Amaro deriva da una doppia infusione. Una prima fase del processo produttivo inizia in cantina, con l’infusione di alcune erbe nel vino Nero d’Avola, un vino biologico prodotto nel territorio siracusano. La seconda fase è quella tipica della produzione degli amari, attraverso l’infusione delle piante ed erbe aromatiche (alloro, timo, carrubo, scorze di limoni e arance amare, e molte altre) nell’alcol. Il processo si conclude con la miscelazione dei due infusi e l’aggiunta dello zucchero. Abbiamo fatto tante prove e panel di degustazione per giungere alla ricetta finale, che ha dato vita a un liquore equilibrato, che mantiene il suo principale effetto digestivo, senza lasciare un retrogusto eccessivamente amaro. E Rosso Amaro non risulta mai stucchevole!

 

Rosso Amaro è un prodotto nuovo ma che guarda alla tradizione con sguardo attento, qual è il vostro consiglio per degustarlo al meglio?

Rosso Amaro è il primo amaro a base di Nero d’Avola. Ed è proprio la presenza del vino, con le sue percezioni di frutti rossi e spezie, che lo rende un liquore “unico”. Rosso Amaro sorprende per la sua versatilità. Può essere bevuto a fine pasto a temperatura ambiente, per apprezzare al meglio la complessità dei suoi aromi. Ottimo se consumato freddo, ma non ghiacciato. Inoltre, Rosso Amaro è una base perfetta per aperitivi e cocktail con grande connotazione siciliana. E Rosso Amaro riesce a fare sbizzarrire anche pasticceri e chef, per la preparazione di praline di cioccolato e piatti a base di carne e di pesce.

 

Negli ultimi anni negli U.S.A. è scoppiata l’amaro-mania: il nuovo trend che vede protagonista nel settore beverage l’amaro. Quale crede che sia il quid che farebbe spopolare l’amaro anche qui in Italia?

Anche in Italia da qualche anno c’è una maggiore attenzione dei consumatori verso gli amari. Probabilmente questo è dovuto a una maggiore conoscenza del vino e dei distillati, alle degustazioni sempre più frequenti e al lavoro che i bar e i ristoranti stanno facendo per fare apprezzare questi liquori straordinari, tipici della tradizione italiana.

 

Gli amari sono sempre più utilizzati dai bartender per la creazione delle loro ricette, qual è il tuo consiglio per utilizzare nel migliore dei modi Rosso Amaro in miscelazione?

Per mantenere la sua sicilianità e rievocare i profumi tipici della campagna siciliana, Rosso Amaro dà il massimo usato come base di cocktail che utilizzano arance e limoni nella loro composizione. Ottimo per un Americano, un Negroni o per uno Spritz in cui la fetta d’arancia enfatizza la sua componente aromatica.

 

Per concludere, Cosimo, quali sono i prossimi obiettivi di Rosso Sicilia?

Siamo un’azienda giovane e stiamo lavorando principalmente per strutturare al meglio la nostra rete vendita non trascurando anche il mercato estero, parallelamente trascinati dalla forte passione che abbiamo per il nostro lavoro sperimentiamo continuamente nuovi prodotti da affiancare al nostro Rosso Amaro.

 

 

Martina Proietti[:en]Cosimo, tell us about Rosso Sicilia, a young Sicilian reality.

Rosso Sicilia is born from two friends, great wine lovers and strongly linked to the agricultural world and Sicilian traditions that decide to get involved with the desire to create a product that best represents Sicilia.

 

What is the idea behind Rosso Amaro and how is your recipe born?

We resumed an old family recipe and we revisited it in a modern key, strengthening the link with Sicily through the use of Nero d’Avola – the prince of Sicilian vines – and a mix of herbs and plants typical of the Sicilian countryside, from the laurel to the thyme and the carob, without forgetting the peel of bitter oranges and lemons.

 

Cosimo, could you describe the production process and the botanicals that give life to Rosso Amaro?

The particularity of Rosso Amaro’s processing derives from a double infusion. A first phase of the production process begins in the cellar, with the infusion of some herbs in the Nero d’Avola wine, a biological wine produced in the Syracusan territory. The second phase is typical of the Amari production, through the infusion of plants and aromatic herbs (laurel, thyme, carob, lemon peel and bitter oranges, and many others) in alcohol. The process ends with the mixing of the two infusions and the addition of sugar. We have done many tests and tasting panels to reach the final recipe, which gave life to a balanced liqueur, which maintains its main digestive effect, without leaving an excessively bitter aftertaste. And Rosso Amaro is never cloying!

 

Rosso Amaro is a new product that looks to tradition with a careful look, what is your advice to taste it better?

Rosso Amaro is the first Amaro based on Nero d’Avola. And it is precisely the presence of wine, with its perceptions of red fruits and spices, which makes it a “unique” liqueur. Rosso Amaro is surprising for its versatility. It can be drunk at the end of the meal at room temperature, to better appreciate the complexity of its aromas. Excellent if consumed cold, but not frozen. In addition, Rosso Amaro is a perfect base for aperitifs and cocktails with a great Sicilian connotation. And Rosso Amaro succeeds in making even confectioners and chefs indulge, for the preparation of chocolate pralines and meat and fish dishes.

 

In recent years in the U.S. amaro-mania broke out: the new trend that sees the Amaro protagonist in the beverage sector. What do you think is the quid that would make the amaro makes that success here in Italy?

Even in Italy for some years there is a greater attention of consumers towards the Amarii. Probably this is due to a greater knowledge of wine and spirits, to the increasingly frequent tastings and to the work that the bars and restaurants are doing to appreciate these extraordinary liqueurs, typical of the Italian tradition.

 

The amari are increasingly used by bartenders for the creation of their recipes, what is your advice to use in the best way Rosso Amaro in mixing?

To maintain its Sicilian character and recall the typical aromas of the Sicilian countryside, Rosso Amaro gives the maximum used as a base for cocktails using oranges and lemons in their composition. Great for an Americano, a Negroni or for a Spritz in which the orange slice emphasizes its aromatic component.

 

To conclude, Cosimo, what are the next goals of Rosso Sicilia?

We are a young company and we are mainly working to better structure our sales network, not neglecting the foreign market. In parallel, dragged by the strong passion we have for our work we continually experiment with new products to support our Rosso Amaro.

 

 

Martina Proietti[:]

ELISA BELVEDERE MAZZETTI – MAZZETTI D’ALTAVILLA

[:it]Elisa, ci puoi raccontare la storia della tua azienda e come è nata l’idea dell’Amaro?

Certo! Noi siamo distillatori dal 1846, quindi 172 anni di storia. La nostra è una famiglia che si tramanda, di generazione in generazione, la passione per la distillazione. Rappresento, insieme alle due mie sorelle, la settima generazione che, appunto, porta avanti la produzione della grappa. L’Amaro d’Altavilla rappresenta un’infusione di differenti erbe in grappa, componente basilare in tutti i liquori di nostra produzione, e alcool.

 

Hai detto che siete tre sorelle alla guida di quest’azienda, quanto è difficile essere donna nell’industry del beverage?

È sicuramente un ambiente in cui bisogna dimostrare di avere carattere, motivazione e fermezza. Fino a non molto tempo fa la distillazione era affare prettamente maschile: sta però alle produttrici portare in questo mondo tutto il grande valore aggiunto che la femminilità può dare. Da due anni il mio impegno su questo fronte ha assunto un ruolo ancora più importante in virtù della presidenza da me rivestita nell’Associazione Donne della Grappa. Noi ce la mettiamo tutta, vedremo i risultati!

 

Potresti darci qualche dettaglio sulle botaniche utilizzate nella produzione del vostro Amaro?

Nella produzione dell’Amaro d’Altavilla sono utilizzate tredici erbe raccolte sui rilievi che compongo l’arco alpino e appenninico che contorna il nostro Piemonte. Ogni varietà dona note assai particolari al prodotto e porta con sé le proprietà profumanti, aromatizzanti e digestive. Qualche nome? Ad esempio la salvia, il tarassaco, la maggiorana, radici di genziana e liquirizia, il timo e la china ed altre erbe ancora. Il nostro Amaro nasce da una doppia infusione: una parte delle erbe viene posta a macero in Grappa di Moscato Invecchiata mentre la restante parte viene messa in infusione in alcool, insieme a scorza d’arancia e di limone. Infine le due infusioni vengono sapientemente miscelate… et voilà il nostro amaro è pronto!

 

Quant’è dura portare sulle spalle un nome come Mazzetti?

Abbastanza! È sicuramente un onore, bisogna però anche riuscire a dimostrare che i 172 anni costituiscono una storia che ci permette di avere radici ben salde ma al contempo di poterci sempre rinnovare. Sentiamo il dovere il dare freschezza all’immagine del distillato italiano mantenendone l’identità originaria. Inutile sottolineare che è una grande responsabilità!

 

Mazzetti d’Altavilla per tutto il Mondo è sinonimo di grappa. Attualmente state spingendo molto sul vostro Amaro, come lo vedi legato all’argomento miscelazione?

Stiamo puntando molto negli ultimi anni proprio sulla miscelazione e l’Amaro si sta dimostrando un prodotto adatto, facilmente miscelabile, che può dare quel tocco in più anche nei cocktail classici. Non a caso quest’anno abbiamo ideato un Calendario Artistico sul tema della mixology con cocktail inediti tutti da scoprire. Non resta che contattarci per averne una copia e poter curiosare la lista dei drink da noi selezionati!

 

Che cosa diresti ai professionisti del bere miscelato italiano per far sì che possano abbracciare il vostro Amaro, portarlo al bar e cominciare a miscelarlo?

Potrebbe essere una bella sfida: abbandonare un percorso tradizionale per lasciarsi tentare da quelle che sono le innovazioni del momento!

 

Elisa, Mazzetti d’Altavilla è una delle più antiche distillerie italiane, cosa pensi di chi produce utilizzando tecniche come l’aromatizzazione che, se pur permessa dal disciplinare europeo, per dei puristi come voi è sicuramente una sorta di sacrilegio?

Assolutamente! Noi siamo, per esattezza, la seconda distilleria più antica d’Italia, quindi per noi il metodo di distillazione tradizionale, il metodo discontinuo, che punta sulla qualità e non sulla quantità di prodotto, è fondamentale. Chi si avvale di scorciatoie, se vogliamo dire così, e che quindi va a snaturare quella che è la realtà del distillato di bandiera, non si rende conto probabilmente del danno che fa alla cultura del beverage italiano. Ovviamente noi continuiamo per la nostra strada mettendo al primo posto la qualità del prodotto.

 

Chi fosse interessato ad avere i magnifici prodotti Mazzetti d’Altavilla nel proprio bar, come può contattarvi?

Innanzitutto abbiamo un sito internet www.mazzetti.it, un numero di telefono +39 0142926147 e un indirizzo email info@mazzetti.it. Inoltre ci potere trovare su tutti i social network. Ovviamente la nostra sede è aperta ogni giorno a tutti coloro che intendono diventare maggiormente consapevoli circa il nostro distillato.

 

Quali sono i prossimi obiettivi di Mazzetti d’Altavilla?

Continuare sulla strada intrapresa negli ultimi anni: riuscire a meglio comunicare tutta la virtù dei nostri distillati e portare il pubblico a una conoscenza più approfondita del prodotto Grappa con un particolare focus sul pubblico più giovane che diventerà il consumatore di domani. L’obiettivo è trasmettere cultura in modo da educare le nuove generazioni ad un consumo responsabile e di qualità. Inoltre stiamo investendo anche su nuovi prodotti con affinamenti particolari, per esempio quest’anno abbiamo proposto una Grappa di Barolo affinata nelle botti di Bourbon, e una Grappa di Moscato affinata nelle botti di Vermouth. Il prossimo anno nuove sorprese!

 

 

Matteo Zed[:en]Elisa, can you tell us the story of your Company and how did you come up with the Amaro idea?

Sure! We are distillers since 1846, therefore 172 years of history. Ours is a family that is handed down, from generation to generation, the passion for distillation. Together with my two sisters, I represent the seventh generation that, in fact, carries forward the production of Grappa. Amaro d’Altavilla is an infusion of different herbs in Grappa, a basic component in all the liqueurs of our production, and alcohol.

 

You said that you are three sisters running this company, how difficult is it to be a woman in the beverage industry?

It is certainly a setting in which we have to demonstrate that we have character, motivation and firmness. Until recently, distillation was a purely male business: it is up to the producers to bring all the great added value that femininity can bring into this world. For two years my commitment on this front has taken on an even more important role by virtue of the presidency I have held in the Women of Grappa Association. We put it all together, we’ll see the results!

 

Could you give us some details about the botanicals used in the production of your Amaro?

In the production of the Amaro d’Altavilla thirteen herbs are harvested on the hills that make up the Alpine and Apennine arc that surrounds our Piedmont. Each variety gives very particular notes to the product and brings with it the scenting, flavoring and digestive properties. Any name? For example sage, dandelion, marjoram, gentian and licorice roots, thyme and china and other herbs. Our Amaro comes from a double infusion: a part of the herbs is placed in pulp in Aged Moscato Grappa while the remaining part is infused in alcohol, together with orange and lemon peel. Finally, the two infusions are expertly mixed … et voilà our Amaro is ready!

 

How hard do you carry a name like Mazzetti on your shoulders?

Quite! It is certainly an honor, but we must also be able to show that the 172 years are a story that allows us to have firm roots but at the same time to be able to always renew. We feel the duty to give freshness to the image of the Italian distillate maintaining its original identity. Needless to say, it’s a big responsibility!

 

Mazzetti d’Altavilla for the whole world is synonymous with Grappa. You are currently pushing a lot on your Amaro, how do you see it linked to the topic of mixology?

We are focusing a lot in the last years on mixology and the Amaro is proving to be a suitable product, easily mixable, which can give that extra touch even in classic cocktails. It is no coincidence that this year we have created an Artistic Calendar on the theme of mixology with unpublished cocktails to be discovered. All that remains is to contact us for a copy and to browse the list of drinks selected by us!

 

What would you say to the Italian professionals of beverage so that they can embrace your Amaro, bring it to the bar and start mixing it?

It could be a great challenge: abandoning a traditional path to being tempted by the innovations of the moment!

 

Elisa, Mazzetti d’Altavilla is one of the oldest Italian distilleries, what do you think of those who produce using techniques like flavoring, although permitted by the European disciplinary, for purists like you is certainly a sort of sacrilege?

Absolutely! We are, to be exact, the second oldest distillery in Italy, so for us the traditional distillation method, the discontinuous method, which focuses on quality and not on the quantity of product, is fundamental. Who uses shortcuts, if we want to say so, and then goes to distort what is the reality of the flag distillate, probably does not realize the damage they do to the culture of Italian beverage. Obviously, we continue on our way putting the quality of the product first.

 

Who is interested in having the magnificent Mazzetti d’Altavilla products in their bar, how can contact you?

First of all, we have a website www.mazzetti.it, a telephone number +39 0142926147 and an email address info@mazzetti.it. Also, you can find us on all social networks. Obviously, our office is open every day to all who want to become more aware of our work.

 

What are the next goals of Mazzetti d’Altavilla?

Continue on the path taken in recent years: being able to better communicate all the virtues of our spirits and bring the public to a deeper knowledge of the Grappa product with a particular focus on the younger audience that will become the consumer of tomorrow. The goal is to transmit culture in order to educate the new generations for responsible and quality consumption. We are also investing in new products with particular refinements, for example, this year we have proposed a Grappa di Barolo refined in Bourbon barrels, and a Grappa di Moscato refined in Vermouth barrels. New surprises next year!

 

 

Matteo Zed[:]

GIOVANNI SAMPERI – AMARO MÉNNULA

[:it]Salve Giovanni, grazie mille del tuo tempo e disponibilità per offrire noi ed ai nostri followers di conoscere meglio la vostra azienda e Amaro Ménnula. Innanzitutto raccontami come è composta l’azienda, come l’idea di produrre liquori è nata e ogni dettaglio riguardo la vostra storia e il luogo dove producete.

Preparare un amaro è un’operazione piuttosto semplice, ma creare un amaro pregiato e di carattere è un’ambizione e un’intuizione! È necessario saper riconoscere gli ingredienti di qualità, ricercare l’unione e cablare con l’essenza, è questo che io e il mio socio abbiamo cercato di fare per creare un prodotto eccellente, ma lasciamo ai nostri amici consumatori definire se potrà diventare un prodotto di eccellenza! Prima di raccontarvi dell’amaro, facciamo un passo indietro, da dove e come ha inizio questa storia. Io, Giovanni, e il mio amico nella vita e socio nel lavoro Antonio, nasciamo come ristoratori. Lui figlio d’arte, il padre e il nonno, grandissimi chef nel panorama siciliano, 14 anni fa inauguriamo un nuovo ristorante, dove la peculiarità era la cucina tradizionale siciliana rivisitata in chiave moderna, utilizzando prodotti del territorio e in parte di nostra produzione. Questo ristorante si trova immerso in dieci ettari di verde, dove per quasi un ettaro è un mandorleto. L’utilizzo della mandorla, inizialmente era solo rivolto ai nostri piatti , ma successivamente diventò l’elemento chiave di un nuovo progetto. Iniziammo a creare un’infusione delle nostre mandorle, provando a combinarlo con alcune erbe… da qui l’inizio del progetto Amaro Ménnula (in siciliano: mandorla).

 

La vostra è una produzione altamente naturale che utilizza materia prima di qualità prodotta in casa contro tutti coloro che producono amari utilizzando aromi alimentari e industriali. Cosa fa inoltre la Vostra azienda per rispettare l’ambiente circostante durante la produzione?

Oggi le metodologie di lavorazione sono di impostazione tradizionale ma realizzate con tecnologie all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e possiamo garantire il km 0 e l’autenticità delle materie prime. Il nostro amaro si caratterizza per il suo profilo aromatico sensoriale unico e per il piacevole residuo zuccherino che lo rende leggermente abboccato e con una vezzosa nota mandorlata. Le diverse materie prime, alla base del nostro amaro provengono da aziende agricole siciliane, tra cui la nostra, ubicate nelle vicinanze dal luogo di produzione.

 

Vorrei sapere di più sull’Amaro Ménnula, puoi tu per favore descrivere la sua produzione partendo dalla tipologia delle botaniche che lo compongono fino all’imbottigliamento e all’etichettamento.

Le nostre erbe sono state scelte con oculatezza: pochi sanno forse che l’artemisia oltre alle note proprietà salutistiche è un’erba di facile reperibilità tanto da essere considerata erba infestante in certi casi… è proprio questo che psicologicamente volevamo tramettere: Ménnula deve diffondersi spontaneamente e “infestare” il mercato degli ammazzacaffè. Il citrus sinensis che altro non è che le scorze delle arance dolci così volgarmente chiamate da cui si estrae il limonene insapitatore che troviamo in natura e che conferisce al nostro amaro un’ulteriore appartenenza al territorio. Infine abbiamo scelto di usare la gentiana che abbiamo impiantato in un terreno di nostra proprietà poco distante dalle pendici dell’Etna, visto che in Sicilia non cresce spontaneamente ma solo sulle zone alpine, perché avevamo bisogno di qualcosa che desse il caratteristico sapore amaro ma allo stesso tempo si sposasse bene con le altre scelte aromatiche sensoriali… e a nostra sorpresa sono venute su belle e forti ed è cosi quasi per scommessa con la natura abbiamo vinto questa combinazione di ingredienti. Ma il tocco esclusivo l’hanno dato però le nostre mandorle. Anche qui un po’ per enfatizzare il gusto abbiamo sperimentato questo ammollo per giorni con le nostre mandorle amare e abbiamo ottenuto questo connubio di emozioni ma soprattutto di intenzioni… Un vero amaro dal carattere siciliano.

 

La Sicilia è terra di produzione di tantissimi e buonissimi amari con una media superiore al resto d’Italia, quanto è difficile inventarsi un prodotto che possa superare la concorrenza locale soprattutto per innovazione e diversità per posizionarsi poi sul mercato nazionale creando curiosità nel finale consumatore?

Attenendoci alla filosofia della nostra cucina e dei nostri piatti! Abbiamo, infatti, immaginato un amaro che esprimesse un forte senso di territorialità, da qui il nome Ménnula, in dialetto siciliano, ma vestito con un etichetta giovane e moderna, che rappresenta una Sicilia giovane e attuale.

 

L’amaro Ménnula nasce da una vecchia leggenda e da una ricetta di un lontano passato riportato al presente in modo meraviglioso… quali sono però i vostri obiettivi per il futuro?

Tanti sono i nostri obiettivi, ma prima di tutto è affermarci nello scenario dei liquori regionali e nazionali, restando sempre un prodotto di fattura artigianale e rivolto ad un mercato di nicchia, dunque escludendo la grande distribuzione.

 

Il vostro amaro è un prodotto davvero gradevole non solo per il palato ma anche come perfetto ingrediente per drinks classici, moderni ed esotici. L’Amaro Obsession Team fa il possibile per divulgare questo verbo agli addetti ai lavori e agli amatori, ma voi come produttori cosa vorreste dire ai bartenders o agli chef o a tutti gli addetti ai lavori che ci seguono, come utilizzare al meglio il vostro prodotto  in cucina o dietro un cocktail bar?

Proviamo sempre ad immaginarci il nostro amaro, miscelato insieme ad altri liquori per la creazione di drink e cocktail, o protagonista di nuovi piatti e ricette, ma lasciamo ai professionisti del settore, bartenders e chef , l’utilizzo nel miglior modo possibile di Ménnula, sicuri che saranno all’altezza di esaltare il gusto del nostro prodotto.

 

 

Matteo Zed[:en]Hi Giovanni, thank you so much for your time and availability to offer us and our followers to get to know your company and Amaro Ménnula. First of all tell me how the company is made up, how the idea of producing liqueurs was born and every detail about your history and the place where you produce.

Preparing an Amaro is a rather simple operation, but creating a precious Amaro with a great character is an ambition and an intuition! It is necessary to be able to recognize the quality ingredients, research the union and wire with the essence, this is what my partner and I have tried to do to create an excellent product but we leave to our consumer friends, define if Amaro Ménnula can become a product of excellence! Before telling you about the Amaro, let’s take a step back, from where and how this story begins. Me, Giovanni, and my friend in life and business partner Antonio, we are born as restaurateurs. He is a son of art, his father and grandfather were great chefs in the Sicilian landscape. 14 years ago we inaugurate a new restaurant, where the peculiarity was the traditional Sicilian cuisine revisited in a modern key, using local products and part of our homemade production. This restaurant is located in ten hectares of green, where for almost one hectare is cultivated with almond trees. The use of almond was initially only aimed at our dishes, but later became the key element of a new Amaro project. We started to create an infusion of our almonds, trying to combine it with some herbs… hence the beginning of the project Amaro Ménnula (in Sicilian slang means almond).

 

Yours is a highly natural production that uses quality raw material produced at home against all those who produce Amari using food and industrial flavorings. What does your company do to respect the surrounding environment during production?

Today the processing methods are traditional but made with cutting-edge technologies in respect of the environment and we can guarantee the km0 and the autoctonicity of the raw materials. Our Amaro Ménnula is characterized by a unique sensorial aromatic profile and the pleasant sugar residue that makes it slightly sweet and with a delicious almond note. The different raw materials, at the base of our Amaro, come from Sicilian farms, including ours, located near the place of production.

 

I would like to know more about the Amaro Ménnula, can you please describe its production and the type of botanicals that compose it up to the bottling and labeling?

We chose our botanicals very carefully: few people know that the artemisia in addition to the known health properties is a grass easy to find so as to be considered infesting in some cases… this is what we psychologically wanted to transmit: Ménnula must spread spontaneously and “infest” the market of ammazzacaffè. The citrus sinensis is the rinds of sweet oranges so vulgarly called from which we extract the lemony insipitator that we find in nature and which gives our bitterness a further belonging to the territory. Finally we chose to use the gentiana that we implanted in a land of our property not far from the slopes of Etna, in Sicily does not grow spontaneously but only on the alpine areas, but we needed something that gave the characteristic bitter taste and at the same time that goes well with other sensory aromatic choices… It was a surprise for us that the plants came up beautiful and strong, it was almost a bet with nature that we won thanks to this combination of ingredients. But the exclusive touch was however given by our almonds. Even here, a bit to emphasize the taste we have experienced this soaking for days with our bitter almonds and we got a combination of emotions but above all intentions… A real Amaro with Sicilian character.

 

Sicily is a land of production of many and very good Amari with an average higher than the rest of Italy, how difficult it is to invent a product that can overcome the local competition, especially for innovation and diversity to then position itself on the national market creating curiosity in the final consumer?

Adhering to the philosophy of our cuisine and our dishes, we imagined a bitter taste that expressed a strong sense of territoriality, this is the reason why we called it Ménnula, in Sicilian dialect, but dressed with a young and modern label, which represents the Sicily young and current.

 

The Amaro Ménnula comes from an old legend and a recipe of a distant past brought back to the present in a wonderful way… what are your goals for the future?

Many are our objectives, but first of all, it is affirmed our self and the Amaro in the scenario of regional and national liqueurs, always remaining a product of craftsmanship made and considered in the niche market, thus excluding large retailers.

 

Your Amaro is a really pleasant product not only for the palate but also as a perfect ingredient for classic, modern and exotic drinks. The Amaro Obsession Team does its utmost to spread this word to professionals and amateurs, but as producers what you would like to say to bartenders or chefs or to all the professionals who follow us, how to best use your product in the kitchen or behind a cocktail bar?

We always try to imagine our Amaro, mixed together with other liqueurs for the creation of drinks and cocktails, or protagonist of new dishes and recipes, but we leave to the professionals of the bartenders and chefs sector, the use in the best possible way of Ménnula, sure that will live up to enhance the taste of our product.

 

 

Matteo Zed[:]

PIERO NUVOLONI-BONNET – ARGALÀ

[:it]Piero, raccontaci un po’ di Argalà.

Argalà nasce ufficialmente nel 2011, ma io e il mio socio Enrico abbiamo iniziato dieci anni fa, per gioco, producendo il primo Pastis artigianale italiano (che non è un amaro, ma ci si può avvicinare per le proprietà digestive delle erbe di montagna contenute al suo interno). Nel 2015 abbiamo deciso di restaurare un’ex-stalla creando un liquorificio più grande e lì hanno preso vita nuovi prodotti, tutti strettamente legati al nostro territorio, con alla base erbe e botaniche provenienti da aziende agricole biologiche della nostra zona, inoltre dalla scorsa primavera abbiamo iniziato a piantare di fronte alla distilleria delle piante officinali da utilizzare in produzione. Al momento il nostro portfolio prodotti comprende: il Pastis artigianale alle erbe di montagna, il Gin artigianale al Genepy, l’Aperitivo Bitter artigianale alla Genzianella e, la nostra ultima creazione, l’Amaro artigianale Alpino.

 

Il vostro Amaro artigianale Alpino e il vostro Aperitivo Bitter artigianale sono dunque un biglietto da visita del vostro territorio, puoi raccontarci un po’ di più su questi due prodotti?

Il nostro Aperitivo Bitter artigianale è arrivato prima dell’Amaro artigianale Alpino e la storia che c’è alle sue spalle fa sorridere. Nel 2016, per l’addio al celibato di mio cognato, eravamo sulla montagna alle spalle del nostro liquorificio. Era tarda primavera e c’era una fioritura molto bella di genzianella. Enrico ed io, curiosi di assaggiare un po’ di tutto, abbiamo assaggiato il fiore fresco di genzianella e per rifarci la bocca dall’amaro del fiore abbiamo bevuto un energy drink preparato da noi con fiori di ibisco e zucchero e abbiamo detto: “è rosso, è amaro, abbiamo il Bitter!”. In liquorificio poi abbiamo fatto diversi esperimenti e abbiamo trovato la ricetta definitiva del nostro Aperitivo Bitter artigianale alla genzianella. L’Amaro artigianale Alpino, invece, è la nostra New Entry, un prodotto su cui abbiamo lavorato parecchio perché avevamo proprio voglia che ci fosse la montagna nel nostro Amaro, ma volevamo anche un prodotto che fosse facile da capire e che tutti riuscissero a berlo. Le botaniche principali presenti nel nostro Amaro artigianale Alpino sono gli aghi di pino, la lavanda, i fiori di sambuco e le scorze di arancia.

 

Il vostro non è il classico packaging, è un’idea nuova, da dove nasce?

Il packaging nasce un po’ per caso! Ho disegnato io stesso la prima etichetta del Pastis posizionando la scritta Argalà (che nel nostro dialetto significa “molto soddisfatto”) verticalmente affiancata da una stella che simboleggiasse l’anice stellato, ma più che una stella sembrava un cane e quindi ora ci siamo tenuti il cane!

 

In questi anni, dove siete riusciti ad arrivare con la distribuzione nel mondo?

Al momento, oltre ad avere la distribuzione sul territorio italiano, siamo presenti in Francia, in Germania, in Danimarca, in Australia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

 

Argalà punta molto ad arrivare dietro i banconi dei bar di buona parte del globo, in Italia se un bartender volesse acquistare Argalà a chi si deve rivolgere?

Innanzitutto invitiamo i bartender a venirci a trovare nel nostro liquorificio a Boves in provincia di Cuneo, che è la cosa che Enrico ed io apprezziamo di più perché assaggiando i prodotti in liquorifico per noi è molto più semplice raccontarli e spiegare come avviene la produzione e da dove nasce il legame con il nostro territorio. In Italia al momento siamo distribuiti da Velier.

 

Cosa diresti ad un professionista del beverage italiano affinché usi l’Amaro e il Bitter Argalà nel giusto modo?

La cosa che mi preme sottolineare è che Argalà ha una sua forte identità e si fa sentire anche nella miscelazione. Io consiglio i nostri prodotti nella preparazione di cocktails perché hanno dei sentori alpini unici e riescono ad essere l’elemento che aiuta a differenziarsi!

 

Quali sono i prossimi obiettivi di Argalà?

Essendo a 60 km dalle Langhe, zona molto importante per la produzione di vino, abbiamo iniziato, con un gruppo di Cocktail Bar di Parigi, tra cui Little Red Door, una produzione di Vermouth che si chiamerà Baldoria.

 

 

Matteo Zed[:en]Piero, tell us about your Company Argalà.

Argalà was officially born in 2011, but my partner Enrico and I started ten years ago, for fun, producing the first Italian artisanal Pastis (which is not an Amaro, but you can approach it for the digestive properties of alpine herbs contained in it). In 2015 we decided to restore a former stable to create a larger liquor factory, and new products have come to life, all closely linked to our territory, with herbs and botanicals coming from organic farms in our area, from last spring we started planting medicinal plants to be used in production in front of the distillery. At the moment our product portfolio includes the artisanal Mountain Herbs Pastis, the artisanal Genepy Gin, the artisanal Genzianella Bitter and, our latest creation, the artisanal Amaro Alpino.

 

Your artisanal Amaro Alpino and your artisanal Bitter are therefore a visiting card of your territory, can you tell us a little more about these two products?

Our artisanal Bitter arrived before the artisanal Amaro Alpino and the story behind it is very funny. In 2016, for my brother-in-law’s bachelor party, we were on the mountain behind our liquor factory. It was late spring and there was a very nice flowering of Genzianella. Enrico and I, curious to taste a bit of everything, we tasted the fresh flower of Genzianella and to take away the bitter taste of the flower we drank a homemade energy drink prepared with hibiscus flowers and sugar and we said: “it’s red, it has a bitter taste, we have the Bitter! “. Then we have done several experiments in our liquor factory and we have found the definitive recipe of our Artisanal Genzianella Bitter. The artisanal Amaro Alpino, instead, is our new entry, a product on which we worked a lot because we really wanted the mountain taste in our Amaro, but we also wanted a product that was easy to understand and that everyone could drink. The main botanicals present in our artisanal Amaro Alpino are pine needles, lavender, elderflowers and orange peel.

 

Your is not classic packaging, it’s a new idea, where does it come from?

The packaging is born a bit by chance! I designed the first label of the Pastis myself by placing the word Argalà (which in our dialect means “very satisfied”) vertically flanked by a star that symbolized the star anise, but more than a star looked like a dog and so now we kept the dog!

 

In these years, where did you arrive in the world with distribution?

At the moment, in addition to the distribution in Italy, we are present in France, Germany, Denmark, Australia, United Kingdom and United States.

 

Argalà aims to be behind the bars counters of all over the world, in Italy if a bartender wanted to buy Argalà who should be addressed?

First of all, we invite bartenders to visit us in our liquor factory in Boves in the province of Cuneo, which is the thing that Enrico and I appreciate most because tasting the products in our liquor factory for us is much easier to tell and explain how the production takes place and how the link with our territory is born. In Italy, at the moment, Velier distributes us.

 

What would you say to an Italian beverage professional to use the Amaro and Bitter Argalà in the right way?

The thing that I want to emphasize is that Argalà has a strong identity and is also felt in the mixing. I recommend our products in the preparation of cocktails because they have unique alpine scents and can be the element that helps differentiate!

 

What are Argalà’s next goals?

Being 60 km from the Langhe, a very important area for the production of wine, we started, with a group of Cocktail Bars in Paris, including Little Red Door, a production of Vermouth which will be called Baldoria.

 

 

Matteo Zed[:]

TONINO & MIRCO PAESANI – FABBRICA LIQUORI PAESANI

[:it]Ho il piacere di parlare con Tonino della seconda generazione Paesani, nipote di Paesani Ermanno, inventore della ricetta del famoso amaro negli anni ’60.

La nostra Azienda – ci racconta Tonino – nacque negli anni ’60, quando la produzione di liquori e amari fatti in casa iniziava a prendere piede un po’ ovunque. Io avevo circa 8 anni, e ricordo che il nome iniziale era Amaro Gorzano. Fu mio zio, Paesani Ermanno, a creare questa ricetta a base di genziana, fava tonka, china, rabarbaro, lavanda e altri fiori e radici. La nostra è un’azienda famigliare, che va di generazione in generazione e qui dentro – aggiunge Tonino- tutti devono saper fare tutto.

 

Come vi siete trovati a partire da zero, in un periodo non molto facile?

Quello che abbiamo fatto durante tutti questi anni è stato adattarci alle richieste di mercato, partendo da un unico prodotto e realizzando pian piano una gamma di liquori ed amari molto più ampia. La cosa che penso ci contraddistingua è il fatto di aver sempre puntato sul nostro territorio (Abruzzo), che ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni, e noi vi rimaniamo fedeli.

 

Ci parli di Amaro Gran Sasso.

Amaro Gran Sasso, come detto poco prima, nasce in un periodo difficile. Per rispondere alle varie esigenze di mercato, mio zio ebbe l’ingegno nel creare 3 varianti dell’Amaro Gran Sasso: 40° tipo “forte” (che in questi ultimi anni ha preso piede nell’alta ristorazione e nelle enoteche); 30° il “classico”; e infine il 21°. Oltre a questi, dal 2007 hanno iniziato la produzione di Amaro Gran Sasso “Riserva”, per i palati più esigenti, prodotto in quantità limitata e che subisce un invecchiamento di 12 mesi in barrique.

 

Parlando con Mirco Paesani, figlio di Tonino e futuro leader aziendale.

Parlando di idee future, quali obbiettivi si pone Fabbrica Liquori Paesani?

Sicuramente quello che vogliamo fare è mantenere la qualità e l’artigianalità del nostro prodotto, continuando a rimanere su uno standard qualitativo ed una fascia di prezzo che differenzi il nostro amaro. Puntiamo sicuramente ad un’espansione nel territorio Italiano e non solo, ma ciò non ci allontanerà da quelle che sono le nostre origini Abruzzesi.

 

Dopo questa breve intervista, una visita guidata in azienda, e l’assaggio di prodotti d’élite, posso affermare che c’è grande passione e amore per il proprio lavoro in questa famiglia che punta all’eccellenza del prodotto.

 

Amaro Obsession ringrazia.

 

 

Federico Serafini[:en]I have the pleasure of talking with Tonino, the second generation of Paesani, nephew of Paesani Ermanno, inventor of the recipe of the famous bitter in the 60s.

Our company – says Tonino – was born in the 60s, when the production of home-made liqueurs and Amari began to take hold everywhere. I was about 8 years old, and I remember that the initial name was Amaro Gorzano. It was my uncle, Paesani Ermanno, who created this recipe based on genziana, tonka bean, china, rhubarb, lavender and other flowers and roots. Ours is a family business, which goes from generation to generation and in here, – he adds – everyone must know how to do everything.

 

How did you find yourself starting from scratch, in a period not very easy?

What we have done during all these years has been to adapt to market demands, starting from a single product and slowly creating a much wider range of liqueurs and Amari. The thing that I think distinguishes us is the fact of having always focused on our territory (Abruzzo), which has always given us great satisfaction, and we remain faithful.

 

Tell us about Amaro Gran Sasso.

Amaro Gran Sasso, as mentioned just before, was born in a difficult period. To meet the various market needs, my uncle had the talent to create 3 variants of the Amaro Gran Sasso: 40° type “Forte” (which in recent years has taken hold in high catering and wine shops); 30° the “Classico”; and finally the 21°. In addition to these, since 2007 the production of Amaro Gran Sasso “Riserva” has begun, for the most demanding palates, produced in limited quantities and undergoing a 12-month aging in barriques.

 

Talking with Mirco Paesani, Tonino’s son and future business leader.

Talking about future ideas, what goals does Fabbrica Liquori Paesani pose?

Surely what we want to do is to maintain the quality and craftsmanship of our product, continuing to remain on a quality standard and a price range that differentiates our Amaro. We definitely aim for an expansion in the Italian territory and not only, but this will not turn us away from those that are our origins.

 

After this short interview, a tour in the company, and the taste of elite products, I can say that there is great passion and love for one’s work in this family that aims at the excellence of the product.

 

Amaro Obsession gives a thank.

 

 

Federico Serafini[:]

ROBERTO MAIORANO & DOMENICO CONVERSO – CALABRO LIQUORI

[:it]Questa volta Amaro Obsession sofferma la sua attenzione su una bella e giovane Azienda liquoristica del Sud, Calabro Liquori, che in pochi anni semplicemente partendo da una ricetta per la creazione di un liquore al Bergamotto della nonna di uno dei soci,  ha tirato fuori un’azienda che fa faville e si muove sul mercato del beverage come se ci fosse da un secolo.

Allora ragazzi cominciamo a farci conoscere dai nostri lettori, chi sono i fondatori dell’azienda Calabro liquori?

Salve a tutti, ci presentiamo, siamo due ragazzi Calabresi, Roberto Maiorano e Domenico Converso.

 

Come nasce l’azienda Liquoristica Calabro e da quanti anni operate sul mercato liquoristico?

L’idea di Calabro ronzava nelle nostre teste già quando neolaureandi a Milano pensavamo di poter creare una linea di bevande alcoliche che riportasse la gente a bere con piacere, ma soprattutto bere bene come life style. Decidiamo dunque dieci anni fa di inviare a Slow Food un campione di un liquore al bergamotto nato da una vecchia ricetta di famiglia, con un etichetta creata dal nostro coinquilino e compagno di università, Lucas Vargas, attuale Graphic Designer per il Corriere della Sera. Incredibilmente dopo qualche settimana ci arriva un messaggio di notifica che ci informa che il Calabro, il nostro liquore, aveva vinto il primo premio come prodotto di nicchia selezionato su 413 prodotti. Da allora si è aperto un mondo!

 

Roberto e Domenico il vostro packaging è molto interessante, un’etichetta moderna, ma con molti intrinsechi significati, potete un po’ spiegarci il lavoro fatto da Lucas Vargas sull’immagine di Calabro?

È vero l’etichetta nasconde molte spiegazioni che riguardano la nostra terra. In alto al centro, infatti, è possibile vedere le otto torri che circondano la nostra città, Cariati Marina, i torrioni di protezione, simbolo storico di Cariati poi circondata dal mare.

 

Ragazzi, ma come siete arrivati, partendo da una bottiglia fatta in casa e un budget inesistente a far nascere un liquorificio con un ampio portfolio di prodotti come Calabro Liquori Company?

Noi Siamo due soci ben amalgamati, normalmente io Domenico sono la mente e Roberto è il braccio, colui che ha fondato un liquorificio moderno dal nulla. Abbiamo innanzitutto capito che il prodotto poteva piacere al consumatore e dunque era necessario creare una linea produttiva che potesse garantire un certo numero di bottiglie ogni mese, ma soprattutto creare una ricetta stabile e mai diversa ad ogni produzione. La caratteristica più grande del nostro lavoro è l’utilizzo di ingredienti naturali e una lavorazione artigianale. Per esempio il bergamotto viene creato non solo utilizzando la buccia dei bergamotti calabresi in vasca di macerazione, ma infine tagliando il liquore anche con una larga parte di succo naturale spremuto dai bergamotti una volta spellati.

 

Nel vostro portfolio prodotti esiste un buonissimo amaro, Amaro Brethium, volete gentilmente raccontarmelo?

L’Amaro Brethium racconta un po’ la storia del nostro territorio, in particolare del popolo che viveva sulle nostre terre in epoca pre-romana, i Brethi. Un popolo che viveva di pastorizia, il cui ricordo è rimasto vivo dopo la scoperta, circa 40 anni fa, della tomba di un capo villaggio Bretho insieme al quale erano stati seppelliti tutti i suoi averi, tra questi un anfora tipica che appare anche sulla label del nostro Amaro Brethium.

 

Quali sono le botanicals usate per la creazione di Amaro Brethium?

Sono innanzitutto elementi che nascono e crescono nel nostro territorio, i più importanti sono la genziana del Pollini, la cicoria, il bergamotto, l’arancia amara e la rucola selvatica.

 

In che modo usate la rucola in vasca di macerazione?

In verità devo svelarti un segreto, per noi la rucola è un po’ come lo zafferano per un noto liquore beneventano, infatti viene messa in vasca di macerazione a liquore finito, dove viene lasciata in estrazione per cinque giorni, poi eliminata è filtrato nuovamente il composto arricchito di una nota vegetale e fresca grazie alla clorofilla rilasciata da questa erba amara.

 

Volete voi ricordare ai nostri lettori gli altri prodotti del portfolio di Calabro liquori.

Bergamotto come già detto, Fungo Porcino, liquore su cui puntiamo molto perché primo sul mercato del beverage, Finocchietto Selvatico fatto con i fiori raccolti sulle nostre colline, il liquore al Clementino, frutto biologico che nasce nei nostri frutteti e che per il calabrese rappresenta un po’ l’infanzia e il nostro mare. Siamo partiti con tre prodotti e ora ne abbiamo più di venti.

 

Quale di questi prodotti rappresenta per voi una novità?

Senz’altro la Piretta, un frutto oramai in estinzione, un agrume simile ad un lime, che rilascia un flavormeraviglioso e inconfondibile

 

Sin da subito vi siete esposti creando una rete commerciale anche fuori dall’Italia, capendo l’importanza dei Bar Show e partecipandovi immediatamente; ad oggi nel mondo dove potremmo acquistare Amaro Brethium?

UK, USA, Japan, China e quasi tutta Europa.

 

Tra gli obiettivi di Calabro mi sembra di aver capito ci sia il desiderio di diventare protagonisti anche nella moderna miscelazione, possiamo capire come?

Sicuramente con dei nuovi prodotti utili ai fabbisogni del moderno miscelatore come dei Bitters con dei gusti nuovi, mai avuti sul mercato ed un nuovo importante mix di botaniche e alcol che andrà ad abbracciare la miscelazione esotica, ma non vogliamo dire di più a riguardo. dal punto di vista operativo invece vogliamo assolutamente aumentare la produzione attraverso un ampliamento e l’aggiunta di nuovi macchinari in grado di supportare questa esigenza.

 

 

Matteo Zed[:en]This time Amaro Obsession pauses the attention on a beautiful and young Italian Southern liqueur Company: Calabro Liquori, which in a few years simply starting from a grandma recipe for the creation of a Bergamot liquor, has pulled out a company that makes a sparks and moves on the beverage Industry as if it there had been a century.

M: Please guys do you want to introduce yourself to our readers to start? Who are exactly the founders of the Calabro Liquori Company?

R: Hello everyone, We introduce ourselves, we are two Calabrian guys, Roberto Maiorano and Domenico Converso.

 

M: How is the Calabro Liquori Company born and how many years have you been operating on the liqueur market?

D: The idea of Calabro buzzed in our heads already when still attending the University in Milan, we thought we to create a line of alcoholic beverages that bring people to drink with pleasure, but above all drink in a good and healthy way as a lifestyle. So we decide ten years ago to send to Slow Food a sample of a bergamot liqueur come from an old family recipe, with a label created by our roommate and fellow university, Lucas Vargas, current Graphic Designer for “Il Corriere della Sera”. Incredibly a few weeks later we get a notification message informing us that the Calabro, our liquor, had won the first prize as a niche product selected on 413 products. Since then it has opened us a world!

 

M: Roberto and Domenico your packaging is very interesting, a modern label, but with many intrinsic meanings, can you a little bit explain us the work done by Lucas Vargas on the image of Calabro?

R: Yes! The label conceals many explanations that concern our land. In the high up to the center, it is possible to see the eight towers surrounding our city, Cariati Marina, the protective torrisons, historical symbol of Cariati, then surrounded by the sea.

 

M: Guys, but how you were able, starting from an homemade bottle and a non-existent budget to create a Liquor Factory with a wide portfolio of products such as Calabro liqueurs Company?

R: We are two well-amalgamated partners, normally I am the mind and Roberto is the arm, the one who founded a modern liquor Factory out of nowhere.

D: We first understood that the Product could please the consumer and therefore it was necessary to create a production line that could guarantee a certain number of bottles every month, but above all create a recipe stable and never different to every Production. The greatest feature of our work is the use just natural ingredients and artisan methods of production. For example, the Bergamot liquor is created not only by using the peel of the Calabrian bergamots in the maceration tank, but also by cutting the liqueur with a large part of natural juice squeezed by the bergamots once peeled.

 

M: In your portfolio products there is a very good Amaro, Amaro Brethium, please can we know more about?

R: The Amaro Brethium is like a business card of the history of our territory, they are still alive in the Calabrian minds after the discovery, about 40 years ago, of one of their leaders tomb, where buried with other his personal effects, there was also an amphora, which is a symbol in our brand.

 

M: What are the botanicals used for the creation of Amaro Brethium?

D: They are first almost all elements born and grow in our territory, the most important are the Gentian of the pollen, Chicory, Bergamot and Arugula.

 

M: How do you use the Arugula in the maceration tank?

R: In truth I have to reveal you a secret, for us the Arugula is a bit like saffron for a well-known yellow Italian liqueur, in fact it’s put in the tank of maceration with finished liquor, where it is left in extraction for five days, then all the mix is filtered again but gaining a vegetal and fresh note thanks to the Chlorophyll released by this bitter herb.

 

M: Please remind our readers  all the products in Calabro liquors Company portfolio

D: Bergamot as already mentioned, Porcino Mushroom, a liquor on which we believe a lot because it’s the first one on the beverage market, Wild Fennel made with the flowers collected on our hills, at last, but not the least the Clementine Liqueur totally made using organic fruit from our fields. Ten years ago we started with three products and now we have more than Twenty.

 

M: Which of your portfolio products is the newest?

R: Absolutely the Pyretta, a fruit now in extinction, a citrus similar to a lime, releasing a wonderful and unthinkable flavor.

 

M: Since now, you have been exposed to a commercial network also outside Italy, participating immediately in some bar shows around the world to find your importers, right now where we might acquire Amaro Brethium?

D: UK, USA, Japan, China and in almost all over Europe.

 

M: Among the Calabro goals I understood you have the ambition to surprise also into the modern mixability, can we understand how?

R: Surely with new products useful to the needs of the modern mixologist like Bitters with new taste, ever on the market, and a new important mix of botanical and alcohol that will embrace exotic mixing, but we do not want to say more about it, we want also to increase production by now, through enlargement and the addition of new machinery that can support this need.

 

 

Matteo Zed[:]

ATTILIO FARANDA – LA CASA DELLA NATURA

[:it]Salve Sig. Faranda. È per noi di Amaro Obsession un vero piacere poterle fare qualche domanda riguardo la vostra azienda e il vostro Amaro Nebros. Per cominciare ci racconti di come è nata La Casa Della Natura.

La Casa della Natura è una giovane azienda produttrice di liquori artigianali, nata a Sinagra, un piccolo comune in provincia di Messina, nel 2012. Essa basa l’attività d’impresa sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti al fine di realizzare liquori non industriali, bensì di nicchia. Fin dalla gioventù ho avuto interesse a cimentarmi nell’elaborazione di liquori; inizialmente era una semplice passione che coltivavo nel mio tempo libero, in seguito ho avuto la convinzione e, soprattutto, la voglia di investire e di trasformare la passione in un business. Il fattore predominante di questa scelta è stato anche quello di cercare a tutti i costi di dare un futuro lavorativo alle mie due figlie. L’azienda è, infatti, ormai interamente gestita da loro che, a poco a poco, hanno imparato tutti i segreti dell’area di produzione e di commercializzazione del prodotto.

 

La produzione dei liquori artigianali de La Casa Della Natura avviene nel territorio dei Monti Nebrodi in Sicilia. Quanto è importante per l’azienda il rapporto con l’ambiente circostante?

Il rapporto dell’azienda con l’ambiente circostante è di primaria importanza; è un fattore che spesso e volentieri fa piacere ricordare. I nostri liquori devono essere tipici e l’elemento che determina la tipicità di una produzione è la presenza di un legame diretto tra il prodotto finito e territorio. La nostra azienda “sfrutta” le materie prime presenti in ottima quantità sui Nebrodi, che siano esse nocciole, agrumi o erbe selvatiche.

 

La produzione artigianale de La Casa Della Natura è attenta a lavorare le materie prime in base al periodo della raccolta in modo da non ricorrere mai ad additivi, estratti, essenze e coloranti. Ci racconta questa filosofia dell’azienda?

Avendo le materie prime sul luogo, il processo produttivo è molto veloce: dalla raccolta si passa immediatamente alla produzione. Ciò porta ad un prodotto più sano e resistente che non ha bisogno dell’aggiunta di additivi, coloranti, ecc. La nostra filosofia è dunque quella di creare un prodotto altamente qualitativo, di nicchia. Da studi di mercato sappiamo come il cliente oggi stia molto più attento alla qualità del prodotto rispetto agli anni passati: preferisce acquistare un prodotto che sa essere di ottima qualità e si informa adeguatamente anche leggendo le etichette. È a questo target che noi rivolgiamo la nostra attività di impresa.

 

Ci parli di Amaro Nebros, come è nata la sua ricetta?

L’idea dell’Amaro Nebros è frutto della possibilità avuta di leggere, nonché studiare, i manoscritti di Padre Bernardino di Ucria, un grande botanico vissuto dal 1739 al 1796, fondatore dell’orto botanico di Palermo. Lo stesso ha individuato e classificato la maggior parte delle erbe presenti sul territorio siciliano e su quello dei Monti Nebrodi e le ha trascritte sui suoi libri. Da qui ho esaminato una pianta molto acre, la “Centaurium Erythraea”, che si presta benissimo alla produzione di amari grazie alle sue proprietà molto digestive e amaricanti. Successivamente ho ricercato la pianta sui Monti Nebrodi notando che cresce in ottima quantità: ad oggi essa rappresenta la base dell’Amaro Nebros.

 

Ci può descrivere il processo produttivo e le botaniche che danno vita a Amaro Nebros?

Per quanto riguarda il processo produttivo, ha inizio con l’infusione nei maceratori a freddo delle erbe, spezie, e radici per circa un mese. Passato questo arco temporale, dal maceratore fluisce molto lentamente il liquido alcolico in modo da essere già chiaro e limpido. Le erbe rimaste nel maceratore sono scartate e non pressate al fine di non rovinare la qualità del prodotto finale. Per tale produzione quindi è utilizzato solo il fior fiore della macerazione ed è, ovviamente, un prodotto privo di additivi, coloranti, essenze, estratti e, soprattutto, privo di zucchero.

 

Amaro Nebros è un amaro senza aggiunta di zucchero. Ci può spiegare il perché di questa scelta?

Il motivo di questa scelta è, senza dubbio, di natura storica, in quanto anticamente gli amari venivano realizzati senza zuccheri perché rappresentavano delle vere e proprie pozioni curative. Grazie anche agli studi di Padre Bernardino ho capito il vantaggio di realizzare l’amaro senza zucchero. Questi studi, ad oggi, mi sono stati di grande aiuto in quanto i clienti hanno la tendenza ad acquistare prodotti con meno zuccheri possibili. L’obiettivo di qualsiasi azienda è proprio quello di soddisfare i clienti e, per tale motivo, credo che in futuro il numero di amari privi di zucchero tenderà ad aumentare. Sicuramente, però, l’Amaro Nebros sarà tra i primissimi ad aver fatto questa scelta.

 

Negli ultimi anni negli U.S.A. è scoppiata l’amaro-mania: il nuovo trend che vede protagonista nel settore beverage l’amaro. Quale crede che sia il quidche farebbe spopolare l’amaro anche qui in Italia?

L’Italia è da sempre una nazione legata alle tradizioni. Realizzare un prodotto legato alla storia, con ricette antiche tramandate da generazioni, potrebbe essere un fattore che spinga i clienti italiani a gustare più amari.

 

Per concludere, Sig. Faranda, quali sono i prossimi obiettivi della sua azienda?

Sicuramente nel futuro sarà importante aumentare la commercializzazione del prodotto: da qualche tempo abbiamo iniziato l’esportazione del prodotto all’estero. È un canale di vendita molto interessante che, nel futuro, vorremmo incrementare maggiormente.

 

 

Martina Proietti[:en]Good morning Mr. Faranda. It is a pleasure for Amaro Obsession to ask you a few questions about your Company and your Amaro Nebros. To begin with, could you tell us about how La Casa Della Natura was born?

La Casa Della Natura is a young Company of artisanal liqueurs, born in Sinagra, a small town in the province of Messina, in 2012. It bases its business on the quality and the uniqueness of the products in order to make non-industrial liqueurs, but niche. Since my youth I have been interested in trying my hand at processing liquors; initially, it was a simple passion that I cultivated in my free time, afterward I had the conviction and, above all, the desire to invest and to transform the passion in a business. The predominant factor of this choice was also trying at all costs to give a future job to my two daughters. The Company is, in fact, now entirely managed by them who, little by little, have learned all the secrets of the production and marketing areas.

 

The production of artisanal liqueurs of La Casa Della Natura takes place in the territory of the Nebrodi Mountains in Sicily. How important is the relationship with the surrounding environment for the Company?

The relationship between the Company and the surrounding environment is of primary importance; it is a factor that is often glad to remember. Our liqueurs must be typical and the element that determines the typicality of a production is the presence of a direct link between the finished product and the territory. Our Company “exploits” the raw materials present in good quantity on the Nebrodi Mountains, whether they are hazelnuts, citrus fruits or wild herbs.

 

The artisanal production of La Casa Della Natura is careful to work the raw materials according to the harvest period so as not to ever resort to additives, extracts, essences and dyes. Can you tell us about this company philosophy?

Having the raw materials on the place, the production process is very fast: from the collection, it goes immediately to production. This leads to a healthier and more resistant product that does not need the addition of additives, dyes, etc. Our philosophy is therefore to create a highly qualitative, niche product. From market studies we know how the customer today is much more attentive to the quality of the product compared to previous years: he prefers to buy a product that knows how to be of excellent quality and informs itself adequately also by reading the labels. It is to this target that we address our business activity.

 

Tell us about Amaro Nebros, how was your recipe born?

The idea of the Amaro Nebros is the result of the opportunity to read and study the manuscripts of Father Bernardino di Ucria, a great botanist who lived from 1739 to 1796, founder of the botanical garden of Palermo. The same has identified and classified the majority of herbs in the Sicilian territory and on that of the Nebrodi Mountains and has transcribed them on his books. From here I examined a very acrid plant, the “Centaurium Erythraea”, which lends itself very well to the production of Amari thanks to its very digestive properties and its bitter taste. Subsequently, I have researched this botanical on the Nebrodi Mountains that it grows in good quantity: today it is the base of the Amaro Nebros recipe.

 

Can you describe to us the production process and the botanicals that give life to Amaro Nebros?

The production process begins with the cold infusion in a macerator of herbs, spices, and roots for about a month. After this period, the alcoholic liquid flows very slowly from the macerator so as to be already clear. The herbs left in the macerator are discarded and not pressed in order not to ruin the quality of the final product. For this production, therefore, only the flower of the maceration is used and it is obviously a product without additives, colorings, essences, extracts and, above all, without sugar.

 

Amaro Nebros is an Amaro without added sugar. Can you explain why this choice?

The reason for this choice is, without a doubt, of a historical nature, since in ancient times the Amari were made without sugar because they represented real healing potions. Thanks also to the studies of Father Bernardino I understood the advantages of making an Amaro without sugar. These studies have been a great help to me as customers tend to buy products with fewer sugars. The goal of any Company is precisely to satisfy customers and, for this reason, I believe that in the future the number of Amari with no sugar will tend to increase. Surely, however, the Amaro Nebros will be among the very first to have made this choice.

 

In recent years in the U.S. Amaro-Mania broke out: the new trend that sees Amari as protagonists in the beverage sector. What do you think is the quid that would make the Amaro depopulation here in Italy?

Italy has always been a nation linked to traditions. Making a product linked to history, with ancient recipes handed down through generations, could be a factor that pushes Italian customers to taste more Amari.

 

To conclude, Mr. Faranda, what are your Company’s next goals?

Surely in the future, it will be important to increase the commercialization of the product: for some time we have started exporting the product abroad. It is a very interesting sales channel that, in the future, we would like to increase more.

 

 

Martina Proietti[:]