Amaro Obsession

ALCOHOL? NO GRAZIE, A ME L’AMARO PIACE MA LIGHT!

Le frontiere del moderno beverage stanno toccando limiti fino a qualche anno fa impensabili, ciò che dapprima veniva considerato dai bartenders e dai bevitori di tutto il globo, poco edificante per l’industria del bere miscelato, oggi rappresenta l’avanguardia e si posiziona perfettamente accanto al bere “with alcohol”, senza perciò doversi più vergognare nel chiedere un mocktail al bar o pensare ancora che un drink alcohol free sia un miscuglio di succhi e sciroppi. Uno dei primi a capire l’importanza di questa tendenza in italia è Diego Ferrari che con il suo libro uscito nel Giugno 2018 : “Cocktail Low Alcohol. Nuove Frontiere della Miscelazione” edito da Bibliotheca Culinaria Editore, dà finalmente forma ad un concetto fino a quel momento totalmente astratto. Diego in poche parole ci riassume il suo concetto rimarcando l’importanza del Low Alcool, sempre più tangibile e presente in ogni bar del mondo! Iniziato ufficialmente nel 2014 ma appoggiato in ogni dove solo dal 2017 questo trend vede sempre più estimatori e adepti che gradiscono bere drink creati in maniera eccellente e con un contenuto di alcolico bassissimo! La ricerca, i brand e le tecniche di miscelazione fanno si che il Low Abv tenderà ad essere uno dei trend principali dei prossimi 3/5 anni! Dal Low alcohol all’alcohol free il passo è breve, ed ecco apparire ai miei occhi a New York intorno al 2016, Seedlip, il primo distillato non alcolico al mondo. Seedlip è una gamma di distillati non alcolici ottenuti seguendo scrupolosamente i metodi antichi trovati nel testo “The Art Of Distillation” un libro del 1651 scritto dal celebre fisico inglese John French. Prodotto creato con il sogno di cambiare il modo di bere spirits. Gli ingredienti utilizzati per aromatizzare queste bevande pionieristiche provengono tutti dalla rigogliosa campagna inglese, sono in parte autoprodotti nella tenuta di proprietà della Famiglia Branson. I sogni del visionario Ben erano due: il primo era di continuare la tradizione agricola di famiglia, lunga nove generazioni, il secondo quello di risolvere il dilemma di “cosa bere quando non puoi bere”. È stata una ricerca di oltre 2 anni, a stretto contatto con esperti distillatori, botanici e storici esperti del settore, a ispirare la creazione del primo distillato non alcolico al mondo. Il processo di produzione dura quasi 6 mesi in quanto ogni botanica ha bisogno di tempi di macerazione e temperature di distillazione specifici. Anche il nome è ben radicato nella tradizione: i Seedlip erano i cesti utilizzati dalla famiglia di Ben per setacciare i semi delle piante da loro coltivate.

Dal momento che il sottoscritto è qui per parlavi del macrocosmo Amaro, era solo questione di tempo, e seguendo le nuove tendenze del bere mondiale o per meglio dire le nuove esigenze di bere low or without alchool ecco nascere l’Amaro Analcolico. Il primo rivolto ai bartenders si chiama The Bitter Note e nasce più o meno per sopperire alle stesse esigenze di Ben, perciò “Cosa Bere quando non si può bere”, In questo caso l’intento di Emanuela Zanin, produttrice e fondatrice di questo Amaro era rivolto prima di tutto a suo padre che ammalatosi gravemente fu costretto a vivere gli ultimi anni della sua vita senza poter gioire dei momenti di convivialità perché “forzatamente” astemio. Lo spirito di osservazione, le competenze nel mondo dell’alcohol-free e l’innovazione nel DNA hanno consentito di individuare un’idea che contenesse tutti gli ingredienti per diventare un caso di successo internazionale, combinando i due major trend dell’industria del beverage: l’amaro e l’alcohol-free. Attiva solo da Ottobre 2018 The Bitter Note prende vita dopo un’attenta analisi del mercato e sul fatto che presto gli amari saranno lo spirito di riferimento del mercato del beverage mondiale andando a rimpiazzare il Gin e ad affiancare gli spiriti di Agave, anche perché un Amaro ha molto da raccontare con la sua versatilità e complessità frutto di tradizione e di infiniti esperimenti alchemici per bilanciare le innumerevoli botaniche che spesso ne fanno parte. La produzione di The Bitter Note è affidata ad un team di professionisti e scienziati di alto livello, al fine di garantire la massima qualità nel flavor e nella conservazione di un prodotto analcolico.

Precedentemente a The Bitter Note, un altro amaro vedeva la sua alba nel mondo dell’alcohol free, Amarò prodotto dai laboratori Kura Kura, un prodotto che ama definirsi Amaro Salutistico a base di piante officinali, un amaro che SGROPPA, DEPURA, DISINTOSSICA, DRENA. La mancanza anche di zucchero lo posiziona prima di tutto nella categoria di farmaci naturali, un prodotto destinato alla fitoterapia, ma anche utilizzabile dietro un bancone per fini voluttuari.

A queste produzioni si affiancherà da marzo il nuovo nato in casa Rivolta: Amaro Venti Analcolico. Un amaro che come il suo fratello maggiore a base d’alcohol sarà sempre prodotto con botaniche raccolte solamente in Italia. Anch’esso come gli altri visto come valida alternativa da portare allo stesso tavolo di un ristorante o per creare cocktails con zero alcol. Sono sempre venti ingredienti botanici: uno per regione, sapientemente scelto dalla famiglia Rivolta per raccontare una storia tutta Italiana: Campania (limoni), Sicilia (arance), Sardegna (mirto), Abruzzo (genziana), Veneto (achillea), Liguria (foglie di ulivo), Basilicata (basilico) e Piemonte (taraceto).Venti Analcolico distribuito in Italia da Rinaldi 1957 dopo la classica tritura e assemblaggio del mix subisce una lavorazione attraverso la sola acqua, dato che è stato evitato qualsiasi utilizzo di alcol. Dopo processi di filtrazione c’è un periodo di riposo in bottiglia per permettere l’unione degli aromi e il raggiungimento del profilo di gusto definitivo.

Saper miscelare drinks alcohol free, ancor di più se amaro based, oggi presuppone le stesse capacità e conoscenze sviluppate nella normale miscelazione, perciò non più un compito da assolvere storcendo il naso o da far assolvere al meno preparato dei colleghi al bar, ma come nella loro produzione, intelligenza e creatività, sono oggi imprescindibili anche nel loro utilizzo.

Matteo Zed

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