Amaro Obsession

I MIGLIORI 5 AMARI DELL’ESTATE 2019

L’estate è oramai arrivata e sempre più spesso con essa un caldo mostruoso, che ci spinge, nelle nostre uscite serali, verso bevande e cocktails freschi e poco dolci. Allora perché non ritrovare in queste caratteristiche un moderno amaro, fatto con ingredienti nuovi, brillanti, dal sapore e dal colore incredibilmente sbarazzini e stranamente estivi.

AMARO NEPÈTA

Nepèta
Siracusa

Il progetto Nepèta nasce a Siracusa nel 2017 dalla volontà di Federico e Andrea. I due cugini hanno deciso di impegnarsi nel recupero di un’erba siciliana sconosciuta ai più attraverso la produzione di un Amaro prima e di cioccolato poi: la Nepitella. La Nepitella (Calamintha Nepèta) è una pianta aromatica perenne, simile alla menta nell’aroma, che cresce sopra i cinquecento metri di altitudine sugli altopiani rocciosi dei Monti Iblei tra Palazzolo Acreide e il Val di Noto. Con le sue foglie ovate, i suoi fiori rosa-violetti e il suo fresco profumo, questa mentuccia fa da padrona nella campagna selvaggia siracusana. Per la produzione di Amaro Nepèta,  raccolta la Nepitella è messa in infusione in alcol di prima qualità per una settimana per poi essere unita all’infusione alcolica di Limoni di Siracusa IGP e a quella di Erbe amaricanti siciliane. Artemisia, Citrus Aurantium Amara e Genziana sono solamente una parte delle erbe che compongono Amaro Nepèta, unite a botaniche spontanee del territorio Ibleo. Per concludere la segreta ricetta, che non prevede l’utilizzo di alcun colorante, aroma o conservante, si aggiunge il 15% di zucchero e acqua sorgiva dell’Etna. Questo giovane Amaro, packaging che si presenta accattivante e attuale e nel sapore che ricorda nei profumi e nei sentori quello di un Buon Mojito Cubano. 

Gradazione: 28% vol
Colore: trasparente, leggermente ambrato
Olfatto: erbaceo
Gusto: mentolato e asciutto grazie agli agrumi
Retrogusto: fresca persistenza che ricorda in qualche modo il sapore di un ottimo mojito cubano

AMARO SHURHUQ

I Due Mori di Roberta Giangrade
Palermo 

Amaro Shuruq prende vita dall’idea di due amici palermitani, Salvo Neri e Nicola Cammisano, una fantasia che in poco tempo diventa realtà. L’Amaro Shurhuq è come altri amari siciliani prodotto utilizzando succo di Melograno per essere più preciso il 28% di puro succo di melagrana siciliana! Il nome è bellissimo e regala sensazioni meravigliose perché la parola “Shurhuq” significa Scirocco, il vento caldo di mezzogiorno che viene dalle terre calde del sud-est proprio li dove nasce  il frutto del melograno che nella  produzione dell’amaro, viene miscelato con un infuso di bucce di arancia siciliana e un’altro di finocchietto selvatico, quest’ultimo, a causa del forte picco aromatico che lo caratterizza, necessita di molto lavoro e attenzione da parte del Master herbalist, nella sua amalgama e perfetto bilanciamento  con il resto della miscela. Il succo di melograno è prodotto attraverso spremitura del frutto, non viene usato nulla  di congelato, per mantenere inalterati i valori nutritivi di vitamine, antiossidanti e minerali naturali. La bottiglia è vestita da una bellissima etichetta rappresentante  una testa di moro avvolta da un turbante con all’apice un frutto di melograno. 

Gradazione: 30% vol
Colore: rosé
Olfatto: il melograno rilascia il suo profumo prorompente
Gusto: fruttato, amaro e agre al punto giusto
Retrogusto: il succo di melograno accompagna un finale piacevole, quasi estivo

AMARO PROIBITO

A. Foletto
Ledro, TN

Amaro Proibito, Tintura Stomatica, Vermut 1850 e Bitter 1850: la nuova linea Foletto 1850 Apothecary Heritage! Quattro prodotti da altrettante antiche ricette, ritrovate nelle soffitte del Museo Foletto. Ciascuna porta la firma del suo inventore, uno per ognuna delle 4 generazioni di Foletto, dal 1850 ad oggi. Bottiglie numerate, micro lotti di produzione, botaniche coltivate nel proprio Orto Botanico dello Speziale, agrumi del Garda. Parlando di Amaro Proibito è l’Anno 1943 quello che conta. Il farmacista e botanico Achille Foletto, tenente presso l’ospedale militare di Riva sul Garda, utilizzò il linguaggio delle botaniche per interpretare i sentimenti di speranza e di rivincita dei suoi pazienti. L’Amaro Proibito, era bevuto segretamente da ospiti e soldati nei seminterrati dell’ospedale: si compone di oltre ventiquattro botaniche tra cui angelica, lavanda, camomilla, menta piperita, genziana, primula e genzianella. La freschezza aromatica dei limoni del Garda, unita all’eleganza floreale dei Monti Trentini e al carattere erbaceo delle radici dolomitiche, dà vita a questo raffinato Elisir amaricante. 

Gradazione: 30% vol
Colore: ambrato intenso
Olfatto: fresco, legnoso e resinoso
Gusto: deciso e vellutato
Retrogusto: lunga persistenza amaricante

AMARO TREVISANO

Distilleria Negroni
Mareno di Piave, TV

Negroni Antica Distilleria si trova nel cuore della “Marca Trevigiana”, attorniata da terre dalla secolare vocazione vinicola. Fondata dal cavaliere Guglielmo Negroni nel 1925, divenne subito famosa per i suoi aperitivi, grappe e liquori. La Distilleria Negroni deve molto del suo successo ad uno storico e grandissimo musicista italiano, fu infatti grazie ad un lascito di Giuseppe Verdi , vissuto per lunghi anni nello stesso paese di Guglielmo che egli di modeste origini contadine, intraprese gli studi alla scuola enologica di Alba, appassionandosi in particolare alla distillazione e all’infusione di erbe aromatiche. La ricetta dell’Amaro Trevisano però è nata negli anni Sessanta dopo il trasferimento della Distilleria Negroni in Veneto, a Mareno di Piave in provincia di Treviso, dove i figli del fondatore, Giovanni e Carlo Negroni, continuano l’attività intrapresa dal  Guglielmo, con passione e attenzione, mantenendo un profondo legame con il territorio: alla base dell’Amaro Trevisano vi è infatti il radicchio rosso di Treviso. Tutt’oggi risulta valida la ricetta storica dell’Amaro, recuperata dalla tradizione trevigiana, che prevede l’infusione idroalcolica in una classica grappa di vinacce venete di Raboso Piave di radicchio rosso di Treviso qualità “tardivo” per circa novanta giorni, con l’aggiunta di rabarbaro, genziana, tarassaco, ginseng e assenzio romano. Negroni riunisce in sé tutte le migliori proprietà di questo particolare tipo di cicoria, oltre alla sua freschezza e particolare amarosticità, Uno splendido modo di coniugare il piacere del bene con la cura ed il rispetto di noi stessi.

Gradazione: 27% vol
Colore: rosso scuro intenso con riflessi granato
Olfatto: profumo deciso con fragranza dominante di radicchio rosso di Treviso
Gusto: morbido, equilibrato e piacevolmente amaro
Retrogusto: buona persistenza con note agrumate e amaricanti

AMARO AL CARCIOFO

Agnoni
Cori, LT

Rispetto della terra e dei suoi ritmi, prodotti genuini e sapori d’altri tempi: questi sono i punti cardine della filosofia produttiva di Agnoni. L’azienda nasce con un focus sulla produzione di sott’oli, creme e olio extravergine d’oliva, con prodotti vegetali di altissima qualità frutto della generosa terra laziale. Sono gli anni Sessanta quando Neno e Nena Agnoni, giovani sposi, decidono di fare il passo che cambierà la storia della famiglia: acquistare un podere. Neno e Nena vivono a Cori, vicino al tempio d’Ercole. Ogni giorno vanno in campagna insieme in Lambretta, e lì passano l’estate, in una capanna con letti di paglia. Ma la voglia di creare con le proprie mani qualcosa che resti nel tempo è troppo grande. Oggi dunque quei preziosi prodotti della terra sono diventati anche la base per la creazione di liquori amari che oltre a sfruttarne le caratteristiche organolettiche sono anche un veicolo delle magnifiche proprietà fitoterapiche del vegetale stesso. Quello che più cavalca la stagione estiva è sicuramente l’amaro al carciofo romanesco Agnoni. Prodotto utilizzando carciofi senza spine, di grandi dimensioni, di forma tondeggiante, privi di peluria interna, il carciofo romanesco del Lazio è inconfondibile. Non a caso, viene coltivato in alcuni comuni delle province di Roma, Viterbo e Latina, tra cui Sezze. La punta di diamante, che cresce al centro della pianta e può raggiungere i 3 etti di peso, è il pregiato cimarolo, chiamato anche mammola. Il carciofo romanesco deve avere determinate caratteristiche: un diametro non inferiore ai 10 centimetri per i cimaroli e non inferiore ai 7 centimetri per i frutti laterali, forma sferica e colore verde-viola. Il periodo di raccolta va da marzo a maggio. Questa attenzione alla materia prima garantisce che l’Amaro al Carciofo Agnoni è ottenuto selezionando le migliori materie prime e rispettando pazientemente un lungo processo produttivo figlio dell’antico patrimonio liquoristico italiano. 

Gradazione: 16,9% vol
Colore: bruno con riflessi rame
Olfatto: morbido e vegetale
Gusto: rotondo e avvolgente con forte presenza di carciofo
Retrogusto: buona persistenza erbacea

Matteo Zed

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