Amaro Obsession

Amaro Dei Saraceni

Liguria

Alassio, SV

La storia del caffè pasticceria Balzola ha origini in un paesino annegato tra le colline del Monferrato, Villamiroglio. Da lì partì Pasquale Balzola, capostipite della famiglia. Egli rilevò ad Alassio, nell’allora Piazza del Commercio, un’osteria con stallaggio. Fece così la sua prima comparsa, nel lontano 1902, un’insegna con il nome Balzola. In poco tempo il locale creò nuove abitudini e nuovi riti. Nacquero in quegli anni l’Aperitivo di Alassio e l’Amaro dei Saraceni, creazioni esclusive dei Balzola, che divennero ben presto un appuntamento irrinunciabile per i primi avventori. Il figlio di Pasquale, Rinaldo, si specializzò nella raffinata scuola di Gustavo Pfatich, tra i più noti pasticceri di tutti i tempi e, nel 1919, si laureò nella sofisticata arte dolciaria creando e brevettando i celebri “Baci di Alassio”. Per l’azienda e per la famiglia si trattò di un vero salto di qualità che presto si trasformò in un vero e proprio decollo verso vette insperate quando, nel 1929, il talento emergente di Rinaldo Balzola venne compreso dalla Casa Reale dei Savoia che lo vollero a corte come capo pasticcere. Infatti il Balzola come a Parigi, fu tra i primi locali in Italia, e il primo in assoluto in Liguria, ad aprirsi alla moda dei caffè concerto. Ai suoi tavolini i clienti potevano gustare le prelibatezze della pasticceria e, allo stesso tempo, ascoltare le esecuzioni delle migliori orchestre italiane. Si era in piena Belle Epoque e Alassio divenne, sulla scia dei Balzola, una vetrina ambita per i personaggi più noti del tempo. Tra le visite più chiacchierate quella di Gabriele D’Annunzio che fece nel locale la sua scenografica comparsa accompagnato dalla Duse e scortato da due magnifici levrieri e che lasciò l’intera cittadina a bocca aperta. Molto meno appariscente, invece, era la presenza di Maksim Gorkij, che nel locale si incontrava abitualmente con eminenti pensatori e intellettuali del tempo. Gli anni passarono e gli artisti che si esibivano anche, nuove stelle dell’EIAR (ex RAI) del calibro di Beniamino Gigli e Tito Schipa intrattenevano nomi di livello come personaggi delle famiglie Agnelli, Pirelli, Lancia, Marzotto, Motta e Alemagna, i quali sembravano apprezzare particolarmente le creazioni dei Balzola e frequentavano il caffè quando si trovavano ad Alassio. Oggi, dopo oltre 110 anni di attività, a guidare il locale è la quarta generazione Balzola. Segno della continuità di un’arte e di uno stile giustamente premiati con l’attribuzione della qualifica di “locale storico d’Italia”. Prova tangibile di come l’azienda sia ancora animata da quello stesso spirito con cui Pasquale Balzola, più di cento anni fa, iniziò la sua grande avventura! Ma torniamo al nostro Amaro, Inventato dal fondatore Pasquale Balzola, liquorista presso la Martini&Rossi a Pessione, il quale dopo una esperienza nelle Americhe tornò in Italia a causa del proibizionismo americano e sfrutto le erbe aromatiche della riviera per creare il suo liquore.  Dal 2018 l’Amaro dei Saraceni è divenuto a Denominazione Comunale di Origine (DE.CO.), questo non solo lo ha valorizzato maggiormente ma anche lo ha reso una eccellenza liquoristica della città di Alassio. Curioso sapere che la denominazione “Dei Saraceni” prende spunto dalla storicità della presenza dei corsari ottomani in terra ligure. L’azienda Balzola possiede un proprio opificio di trasformazioni liquori a freddo. Il procedimento di lavoro è classico e consiste nel creare un infuso con un misto di erbe che per almeno 40 giorni, successivamente viene creata la gradazione alcoolica, inserendo l’alcool e gli zuccheri. Terminato questo procedimento avviene l’imbottigliamento del prodotto nella  bottiglia storica. L’Amaro dei Saraceni ha una nota alcolica importante di 34°. Tra le erbe che lo compongono vi sono: melissa, menta, salvia, achillea, timo, lavanda, fiori di camomilla e genzianella. Quest’amaro oltre che nella forma della bottiglia classica da Amaretto, rimasta sempre la stessa dagli anni ’40 per proporsi alla clientela nella maniera più accattivante per l’epoca,  colpisce inoltrte per la meravigliosa e storica etichetta dove è raffigurato un corsaro saraceno, con sullo sfondo il Torrione di Alassio, che degusta l’amaro firmato Balzola.

Esame Degustativo 

Colore: Ambrato, leggermente viscoso

Olfatto: Floreale, le note di lavanda prendono il sopravvento

Gusto: Equilibrato tra le sfumature floreali ed erbacee, persistente al palato

Retrogusto: Amaricante

Matteo Zed

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