Amaro Obsession

LE 5 “AMARE” NOVITÀ CHE CI HA PORTATO IL 2018

Il 2018 ha visto tante cose belle, tra cui la nostra nascita, quella dello staff di amarobsession.com, e con noi tantissime novità che portano lustro e una moderna veste all’Amaro, il prodotto che sta spopolando dietro i banchi dei migliori bar del mondo. Oggi vi vogliamo raccontare 5 “amare” novità del 2018.

AMARO ZEROTRENTA IL “BARRICATO”

Questa è la storia di due amici: Alessandro Ortogni e Andrea Corezzola, compagni di pallone e di interminabili partite di “cicera bigia” (la normale scopa, immagino) che insieme hanno dato vita ad una bella storia, quella di Amaro Zerotrenta. Alessandro e Andrea ci tengono sempre a ripeterlo che Amaro Zerotrenta nasce dalla loro forte e sincera amicizia, dove la percezione che insieme, ognuno con le proprie attitudini, si sarebbe potuto realizzare un buon progetto c’è sempre stata, ma l’amaro è nato quasi per scherzo tra una mano e l’altra al “tavolo verde”, ma probabilmente il progetto che meglio si adattava loro, e sì perché questi ragazzi oltre ad essere dei grandi consumatori di amari e liquori di svariate (…e dubbie) provenienze durante le loro serate d’azzardo, avevano entrambi le giuste conoscenze per produrre un amaro di grande qualità… Alessandro, infatti, è laureato in scienze erboristiche con una tesi sui «vini medicinali» e un’erboristeria in quel di Castegnato, perfettamente in simbiosi con il pragmatismo e la visione di Andrea, invece ingegnere ambientale. Così è cominciato il percorso di Amaro Zerotrenta, che dopo un nostro incontro continua con la creazione nel 2018 della versione barricata dell’Amaro Zerotrenta. Il Barricato ha una base alcolica fatta con Grappa d’Amarone e subisce un lungo riposo in botte dal quale si risveglia ricco di aromaticità e le sue note ambrate si uniscono a quelle avvolgenti del legno dando origine a pregiate sensazioni che senza fretta si combinano, persistono e allietano il palato ad ogni sorso. Alla base c’è sempre l’Anice Stellato, la Genziana, la Liquirizia e il Rosmarino, che si fondono grazie ad un accorto utilizzo delle presenze zuccherine e alcoliche, ricordiamo che l’amaro Zerotrenta usa miele d’agave come dolcificante, uno zucchero a basso indice glicemico che va incontro alle nuove esigenze del consumatore. Il Barricato risultata un Amaro moderno, da meditazione, senza pesantezze o tratti estremi, che si esprime con note eteree e leggermente balsamiche in un corpo rotondo.

BITTER BIANCO LUXARDO

Nasce da un sogno di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti a fine 2017, quello che Amaro Obsession ritiene essere il prodotto più intelligente dell’anno. Il sognatore è uno dei personaggi più cool e più veri dell’Industry mondiale: Mr. Matteo Luxardo. Già nel portfolio Luxardo nei primi del 1900 a Zara dove l’azienda nasce nel 1821 da un’iniziativa del commerciante genovese Girolamo Luxardo. Arriva a Zara nel 1817 come console del Regno di Sardegna, dove apre con la moglie un negozio di merletti. Qui la moglie comincia a produrre un Maraschino casalingo da una vecchia ricetta monacale di un rosolio. Maraschino che diventerà poi il Maraschino più venduto al mondo grazie ad una ricetta modificata e migliorata rispetto al passato. Il Maraschino Luxardo è il primo Maraschino ad essere prodotto con una macerazione in due anni in botti di larice, dove le parti in causa sono per la prima volta anche il picciolo, il gambo, le foglie e i rami della pianta delle ciliegie marasche e ovviamente noccioli e polpa del frutto. Al termine della macerazione la parte solida è asciugata e distillata in un distillatore discontinuo per 4 ore, il prodotto finito viene lasciato riposare in botte per il restanti due anni fino alla commercializzazione in 88 paesi al mondo. Il Maraschino è meraviglioso in bocca e al naso dove i primi sentori sono erbacei e poi sale la marasca, questa complessità rende il Maraschino Luxardo il Maraschino perfetto per eccellenza. Matteo come il buon Girolamo ha una mente geniale e un grande spirito di osservazione, queste sue qualità hanno portato alla creazione di un nuovo Bitter Bianco diverso dal primo prodotto a Zara nel 1920. Il primo Bitter Bianco Luxardo era prodotto e imbottigliato dopo una lunga macerazione mentre l’attuale dopo una macerazione subisce una distillazione al termine della quale, per mantenere il sentore amaricante, è aggiunto dell’assenzio, la ragione per cui si procede in questa modalità è perché la distillazione porta via in parte la nota amara al liquido. La Luxardo usa un alcool di barbabietola in cui vengono lasciate in fusione erbe e botaniche amare incluse timo, arancia amara e rabarbaro. Il Bitter Bianco Luxardo è il primo Bitter Bianco venduto in America dove i prodotti Luxardo sono molto amati anche dalla comunità ebraica perché rispettosi delle regole Kosher. Qui il Bitter Bianco Luxardo sta lentamente sostituendo il Suze in una delle ricette più vendute in U.S.A.: il Negroni Bianco, dando al cocktail un gusto più vicino all’originale Negroni e liberandolo dal forte retrogusto di angelica.

AMARO LUCANO ANNIVERSARIO

Nel retrobottega del suo biscottificio a Pisticci, il Cavalier Pasquale Vena creò una miscela di erbe dal gusto equilibrato ma deciso, dalle inconfondibili note agrumate e floreali. Nasceva così Amaro Lucano. Nel corso degli anni Amaro Lucano come non mai ha accompagnato la vita degli Italiani raggiungendo persino i palati sopraffini della Reale Casa Savoia, della quale la famiglia Vena divenne fornitrice ufficiale. Amaro Lucano attraversò confini impensabili grazie a grandi campagne pubblicitarie che amplificarono la notorietà dell’Amaro e lo trasformarono da prodotto locale a liquore apprezzato in tutto il mondo. Ma è negli anni ’80, che Amaro Lucano raggiunge l’immortalità nel cuore di ogni cittadino globalmente attraverso un’ampia campagna di comunicazione, principalmente televisiva, con l’inconfondibile claim che tutt’oggi presenta Amaro Lucano nel mondo:

Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!

La passione si è tramandata di generazione in generazione e oggi Pasquale Vena, nipote del fondatore, sua moglie Rosistella e i figli Leonardo, Francesco e Letizia, lavorano con la stessa determinazione e passione che negli anni portò Amaro Lucano al successo. Ed è proprio grazie a Leonardo, che Amaro Obsession incontra in ogni parte del mondo, che apprendiamo tanti particolari inediti del nuovo Amaro Lucano Anniversario, creato certo nel 2015, ma portato alla conoscenza del grande pubblico solo nell’ultimo anno. Leonardo Vena inizia subito raccontandoci che si è ottenuta l’antica ricetta durante la messa in opera di un importante progetto all’interno dell’Azienda a Pisticci Scalo (di cui vi parleremo a breve), sono saltate fuori alcune antiche ricette del bisnonno Pasquale Vena antecedenti al periodo di apertura del Liquorificio nel 1894 tra cui quella di Amaro Lucano Anniversario. Il nuovo Amaro Lucano Anniversario non è una riserva, prodotta con delle botaniche introvabili o invecchiato in chissà quale botte, ma molto molto di più, Amaro Lucano Anniversario rappresenta il sogno del Bisnonno Pasquale, quello di fare una versione di Amaro Lucano più robusta e amara, con più carattere rispetto alla formula originale. Le botaniche infatti sono le stesse 30 botaniche utilizzate per Amaro Lucano, ma dosate in diversa quantità nella miscela finale e il grado alcolico è più alto, 34% ABV contro i 28% del classico. Nasce così un prodotto più maschio e più legato alla tipologia di amaro del “Vecchio Mondo”, dove l’amabilità e la dolcezza lasciano spazio ad un Liquore che avvolge il palato e travolge la gola con piacevole forza, e l’amarezza delle erbe e le radici che lo compongono prevale sulla forza dello zucchero dando piena soddisfazione alla papille gustative che festeggiano con un’ampia salivazione. Se qualcuno avesse dubbi sul futuro radioso dell’amaro e su una prossima leadership di questo spirito nel mondo del beverage, verrà sicuramente convinto dal fatto che Coca-Cola ha deciso di scommetterci personalmente e totalmente acquisendo la distribuzione del marchio Amaro Lucano in larga scala.

THE BITTER NOTE

Era solo questione di tempo, e seguendo le nuove tendenze del bere mondiale o per meglio dire le nuove esigenze di bere low or without alchool ecco nascere l’Amaro Analcolico. Lui si chiama The Bitter Note e nasce da una brillante mente imprenditoriale, l’idea veramente nasce inizialmente da una toccante esperienza personale del fondatore, che vede il padre ammalarsi e vivere gli ultimi anni della sua vita senza poter gioire dei momenti di convivialità perché “forzatamente” astemio. Da energico businessman e amante del buon cibo e del buon bere, si sente quindi inibito dal continuare ad organizzare le piacevoli serate in compagnia che spesso si svolgevano nella taverna di casa sua, luogo di ritrovo con gli amici, dove si ascoltava musica chiacchierando e bevendo qualcosa in compagnia. Da qui l’idea rivoluzionaria che scaturisce dalla terza generazione di una famiglia con oltre 70 anni di storia imprenditoriale nel mondo del food and beverage. Lo spirito di osservazione, le competenze nel mondo dell’alcohol-free e l’innovazione nel DNA hanno consentito di individuare un’idea che contenesse tutti gli ingredienti per diventare un caso di successo internazionale, combinando i due major trend dell’industria del beverage: l’amaro e l’alcohol-free. Attiva solo da Ottobre The Bitter Note prende vita dopo un’attenta analisi del mercato e sul fatto che presto gli amari saranno lo spirito di riferimento del mercato del beverage mondiale andando a rimpiazzare il Gin e a cancellare gli spiriti di Agave, anche perché un Amaro ha molto da raccontare con la sua versatilità e complessità frutto di tradizione e di infiniti esperimenti alchemici per bilanciare le innumerevoli botaniche che spesso ne fanno parte.  La ricetta prevede l’utilizzo di più di 40 erbe, il cui aroma e principio attivo viene trasmesso all’Amaro utilizzando per ognuna un metodo diverso, ma il migliore per genere di botanica. Ad esempio 36 erbe radici e spezie vengono sottoposte ad infusione, foglie di carciofo ed altre erbe officinali a decozione, teriaca veneta ad estrazione ed infine angostura e legno di quassio a macerazione. Infine vengono miscelate, bilanciate e fatte riposare prima dell’imbottigliamento. L’Amaro The Bitter Note è come il suo nome, caratterizzato da 7 note di sapore, al palato risulterà dunque, amaricante, balsamico, erbaceo, fresco, speziato, agrumato e dolce e nonostante non ci sia l’alcool il piacere sarà lo stesso quello di bere un normale amaro. In degustazione appare di colore scuro, con toni ambrati, al naso apre con il profumo di radici amare, menta fresca e rabarbaro; al palato colpisce per la morbidezza del sorso, caratterizzato un profilo ricco, spiccatamente amaro e gradevolmente aromatico. The Bitter Noter rappresenta dunque il primo drink che ha tutta la forza di un grande classico: l’amaro d’erbe italiano, un prodotto versatile da bere neat come dopo-pasto digestivo, on the rocks con ghiaccio per aprirne profumi e aromi con l’aggiunta di uno zest d’agrume, miscelato in un meraviglioso drink come un Amaro Sour o caldo come un Punch digestivo e corroborante.

GAGLIARDO BITTER RADICALE EXTRA

Marco Schiavo pur essendo un grande amante dell’americano, era però stanco dei brand nazionali di Bitter che non lo soddisfacevano più, troppo dolci, troppo pesanti e alle volte “chimici”, quindi prese la  decisione di intraprendere con la distilleria  Schiavo un nuovo progetto. L’idea era di produrre degli amari che si potessero legare bene ai vermouth italiani andando quindi a bilanciarne il sapore nelle ricette della miscelazione. Marco ha  pensato di tornare alle origini dei bitter: ridurre di molto lo zucchero e utilizzare una materia prima naturale (la migliore e costosa in commercio). Fare, insomma, ciò che gli Chef fanno da anni nei loro piatti! Come tutti i prodotti Gagliardo Bitter Radicale Extra anche ha La grande peculiarità  usare alcool prodotto dalla distillazione di frutta: più profumato e dolce rispetto agli altri alcool presenti sul mercato (purtroppo è anche notevolmente più costoso, ma è fondamentale se si vogliono produrre amari di alto segmento). Le botaniche utilizzate per produrlo sono tutte naturali, Marco Schiavo evita accuratamente la chimica. Abbiamo già giudicato il Bitter Gagliardo qualche mese fa ponendolo in cima tra i 10 migliori Bitters italiani, Marco Schiavo definisce il Bitter Radicale Extra come un’overdose di quest’ultimo, dove c’è un’infusione di 18 giorni,  una  presenza più robusta della genziana, la chiaretta verde che dona la nota erbacea, l’arancio amaro che dà freschezza e la china che conferisce rotondità al prodotto. Le dosi di zucchero rimangono invariate, dunque molto basse, il colore rosso cocciniglia anche rimane così come liquirizia e rabarbaro. Il Bitter Gagliardo Radicale Extra doveva uscire sul mercato nel 2013, ma era troppo estremo nelle sue caratteristiche per il mercato Italiano quindi la Famiglia Schiavo ha deciso di cominciare a distribuirlo dal 2018 e sono partiti con la versione più soft che ha dato la possibilità a tutti di abituarsi un po’ alla volta alla nostra idea di Amaro. Per quest’anno è stato prodotto in circa 1500 bottiglie numerate, che ne fanno un prodotto di nicchia, raro e di difficile e preziosa reperibilità.

Matteo Zed

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